- Omeopatia & Societa'

Buon primo maggio: lavoro e libertà nel pensiero omeopatico

L’omeopatia unicista (detta anche classica) non è solo un metodo di cura ma è piuttosto il metodo di cura a fare parte di criteri per interpretare e affrontare l’universo vivente: accanto alla Medicina Omeopatica abbiamo la Veterinaria e l’Agronomia Omeopatica, la Psicologia e la Sociologia Omeopatica, etc…

I temi del lavoro e della libertà sono cari all’omeopatia unicista poichè sono connessi agli stati (cioè ai modi di stare) dell’uomo in salute e in malattia.

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“Come mi vorrei”: il dramma dei giovani in 3 parole

come mi vorrei

L’espressione linguistica “Come mi vorrei” – titolo di una nuova trasmissione televisiva – esprime l’aspirazione a modellare se stessi secondo la propria volontà, aspirazione tipica dei ragazzi che vivono i cambiamenti del corpo, dell’interiorità e del loro ruolo nel mondo. In questa espressione troviamo due elementi fondamentali in psicologia e in omeopatia unicista: il verbo volere e il soggetto IO.

riflessione 1Nel titolo della trasmissione, il soggetto IO è sottinteso – e non a caso! In omeopatia classica ciò che viene detto in prima persona con IO, I, ICH, JE, etc… ha grande importanza nell’esprimere la forza vitale della persona, al contrario dei poco importanti elementi impersonali che appartengono ai più. Riconoscere i propri desideri dalle richieste degli altri è sempre stato difficile, ma oggi è diventato difficilissimo, perchè ad ogni visione, streaming e download si “scaricano” modelli di come si dovrebbe essere per piacere e avere successo.

Non a caso il pronome IO ricompare in “Come mi vorrei” sotto forma di complemento oggetto ME: l’insopprimibile forza del soggetto si trasforma in oggetto, apparentemente di sè stesso.., Il verbo volere indica la volontà, ciò che anima e muove la forza vitale, ciò che orienta pensieri e decisioni e dunque è alla base di azioni e comportamenti. Continua a leggere

. Insonnia

Notte insonne e trauma cranico: effetti simili. Perchè? l’omeopatia ce lo spiega

Una recente ricerca dell’Università di Uppsala, Svezia, dimostra che una notte insonne aumenta in giovani uomini sani le concentrazioni ematiche di NSE e S-100B, molecole che si rilevano in caso di danno cerebrale; ciò sembra indicare che la mancanza di riposo comporti un danneggiamento cerebrale. “I livelli non sono certamente così alti come dopo un trauma cranico, ma erano comunque notevoli per risultare da una sola notte insonne”, dice Christian Benedict, il ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Uppsala, che ha guidato lo studio. Questi dati sono coerenti con la concezione secondo cui la funzione del sonno sarebbe quella di riparare le alterazioni delle cellule cerebrali che porterebbero al danno e di rimuovere le sostanze dannose che si accumulano durante il giorno. Continua a leggere

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Ma cosa c’entra Flappy Bird con l’omeopatia?

Flappy-BirdLomeopatia non è solo un metodo di cura alternativo ma anche un modo di vedere l’essere umano nella salute e nella malattia: vediamo quindi cosa ci suggerisce il pensiero omeopatico sulla vicenda Flappy Bird, popolare videogioco utilizzato si da adulti che da bambini, appena ritirato dagli store.

Flappy Bird”, l’app che ad oggi è il massimo successo mondiale per dispositivi Apple e Android, è stata ritirata dal suo stesso autore, Dong Nguyen, perché a suo stesso dire causa assuefazione. La notizia viene comunicata dai media utilizzando espressioni come “l’app creata da Dong” o anche “andata per sempre, uccisa dal suo creatore“.

Basta riflettere un attimo per capire che l’utilizzo dei termini “creatore” e “creare” per una app tendono a collocare app ed e-media su un piano superiore a quello della vita comune, su un piano proprio della spiritualità laica e religiosa o, al massimo, dell’arte nella sua forma più pura. L’operaio costruisce, il contadino coltiva, la maestra insegna, il medico cura, il programmatore crea... ecco che attribuiamo alla tecnologia dell’informazione poteri divini, forse perchè lavora con materiali immateriali sebbene più che “creare” traduca in linguaggio digitale il mondo naturale che, spogliato della sua forza vitale e privato delle sue infinite sfumature, risulta immortale, anche se già inanimato. Continua a leggere

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Omeopatia classica: media e salute di bambini e adolescenti

L’omeopatia ha un proprio metodo di cura, propri principi clinici e una propria visione del mondo. Come vede l’omeopatia i media? Come vede Tv, computer, iPad, Nintendo, cellulare, altri e-media e media in genere?  Hahnemann (1755-1842), il fondatore dell’omeopatia classica (detta anche unicista), fa divieto di assistere a spettacoli teatrali (media del suo tempo) durante tutto il periodo di cura, poichè l’elicitazione violenta di passioni può ostacolare la forza curativa del rimedio (energia curativa). Il termine passione all’epoca aveva un significato allargato includendo anche ciò che noi intendiamo per sentimenti, emozioni, tensioni, desiderio di vincere, etc… Quindi le passioni indotte artificialmente in una persona da uno spettacolo teatrale dell’Ottocento possono essere fattori patogeni che Hahnemann definisce violente non solo per la loro l’intensità ma anche perchè tutto ciò che è artificialmente indotto avviene in violazione dell’economia autonoma della forza vitale, il cui unico obiettivo è la massima salvaguardia della salute psico-fisica. Continua a leggere