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Riservatezza e privacy, tutela e autotutela secondo l’omeopatia classica

Riservatezza e privacy non sono solo un obbligo legale ma hanno anche un valore etico e, nel pensiero omeopatico, sono da considerarsi fondamentali elementi vitali.

Riservatezza e comunicazione in omeopatia

riservatezza e comunicazione naturaleIn omeopatia classica, il concetto di riservatezza della vita personale si collega al concetto di forza vitale. Infatti la comunicazione naturale è, oltre a parole, gesti e immagini, interazione di forze vitali. L’interazione è regolata dallo stato delle forze vitali delle persone nel momento dell’interazione.

Le interazioni comunicative, come tutte le interazioni dinamiche, hanno un effetto sulla forza vitale della persona. Si può avere un effetto equilibrante o squilibrante, salutare o nocivo. La disponibilità massiccia di informazioni sulle persone, tramite media e social, a prescindere dalla relazione personale, altera l’interazione naturale. Una comunicazione alterata è una comunicazione in sè disturbata e disturbante, dunque non salutare, dalla quale è necessario proteggersi.

Autoviolazione della privacy

riservatezza e gdprCon il GDPR, l’organo legislativo europeo determina nuovi provvedimenti al passo coi tempi per assicurare la privacy dei dati personali. La finalità della Legge è quella di tutelare il diritto, le libertà fondamentali e la dignità delle persone.  Dunque privacy dei dati personali= diritto, libertà fondamentali e dignità.

riservatezza e popularityMa le persone stesse cosa dovrebbero fare per tutelarsi dalle pressioni a dare informazioni e immagini su di sè, sulle persone vicine e sui bambini, in nome della popularity? Perchè il legislatore si occupa della privacy dei dati e i proprietari dei dati non si occupano della propria riservatezza, libertà e dignità? Quanto la popularity lede il diritto alla vita privata e interiore della persona,  ancorchè insieme di account?

Le violazioni della privacy dei dati personali sono sanzionate dalla Legge ma le autoviolazioni della propria privacy, compiute per adeguarsi in modo irriflessivo al modo di fare di tutti,  comportano spesso indicibile sofferenza.

Danni da mancanza di riservatezza

riservatezza e salute psichicaPensiamo al comunissimo dramma di sentirsi svuotati dopo aver dato in pasto ai media i propri dati personali che più di altri meritano protezione. Proprio quei dati personali, definiti dalla legge particolari, atti a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni e adesioni religiose, politiche e filosofiche, lo stato di salute e la vita sessuale della persona sono divulgati in modo sistematico e senza riserve su face-book e altri social. Rispetto alla molla della popularity, alla paura di essere un’identità nulla sul web, a poco vale l’allarme di numerosi e autorevoli studi psicologici sull’impatto dei social sulla salute psichica della persona che si priva della propria privacy.

personalizzazione La mancanza di riservatezza danneggia anche i destinatari delle informazioni personali. Pensiamo al fatto che il gossip occupa tempo di tante persone che spesso non hanno tempo per sè…Sovente quando si conosce una persona nuova si è già privati del piacere di scoprirla, poichè dai social si sono sa già sapute tante cose… La divulgazione degli eventi di vita, nonchè della vita interiore, svuota il valore di sentirsi vicini e confidenti…

Inoltre la divulgazione di aspetti personali della vita dei personaggi pubblici, ovvero personalizzazione del ruolo pubblico, ostacola la consapevolezza dei processi politici, economici, sociali e culturali. In conclusione, la mancanza di riservatezza danneggia tutti, l’intera collettività.

Autotutela della propria riservatezza

In questa nostra epoca di rapido progresso di tecnologie della comunicazione, si dovrebbe imparare dal legislatore a proteggerci e a proteggere le nuove generazioni in modo nuovo, proattivo e organizzato, come il GDPR giustamente richiede  per la protezione dei dati personali.

autotutela della riservatezzaDovremmo monitorare con auto-osservazione e introspezione la protezione della riservatezza e valutare l’impatto di ogni nuova modalità di comunicazione tecnologica sulla nostra vita personale.

E’ necessario capire presto come proteggere sè stessi, i giovani e i bambini, modulando la comunicazione tecnologica in modo da massimizzarne i benefici e minimizzarne la dannosità. E’ necessario provvedere all’autotutela, prima che la forza vitale collettiva sia troppo alterata e si perda la nozione di comunicazione naturale. Nella riappropriazione dell’identità e della privacy personale, la cura di omeopatia unicista può fornire un efficace supporto nel riequilibrio della forza vitale e dunque nel rafforzamento della salute fisica e psicologica.

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GDPR e privacy sanitaria in Omeopatia Dinamica

GDPR: Dal 25 maggio 2018 è operativo il nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy, ovvero General Data Protection Regulation, Regolamento UE 2016/679, cui la policy di privacy di OmeopatiaDinamica è conforme. 

Privacy sanitaria e GDPR in OmeopatiaDinamica

medicina omeopaticaIn OmeopatiaDinamica la piena privacy dei pazienti è sempre stata al centro di tutte le attività e nella pagina Privacy del sito ne è disponibile informativa estesa. Nella concezione omeopatica, la privacy ha un valore, oltre che deontologico e legale, etico vitale e salutare. Infatti la privacy tutela la specificità individuale della persona e l’affidabilità delle relazioni, che in omeopatia sono considerati elementi vitali di grande importanza. Dunque la tutela della privacy salvaguarda la natura stessa dell’individuo e delle relazioni interpersonali.

gdpr logoOggi la tutela della privacy è un grande obiettivo, che richiede forme organizzative precise e sistematiche. Il Regolamento europeo risponde alla necessità di coniugare  la circolazione di persone, dati e merci nell’ambito dell’U.e. con la protezione dei dati personali. Prima del GDPR la privacy dei dati sanitari era regolata da leggi dei singoli Stati membri, in Italia dalla legge 196 del 30/6/03. Il GDPR, come già la legge 196, prevede specifiche norme per la  protezione dei dati relativi alla salute della persona, classificati nel GDPR come dati personali particolari, per il trattamento dei quali il medico deve fornire Informativa e acquisire Consenso con le mosalità previste dalla legge.

gdpr e privacyGli adempimenti in materia di privacy, richiesti a medici e pazienti, sono tuttaltro che formalità che prendono tempo. Essi sono atti importanti  effettuati a tutela dei diritti, delle libertà fondamentali e della  dignità dei pazienti.  Ma non solo, la protezione dei dati costituisce tutela anche del medico. Infatti gli esercenti le professioni sanitarie sono comunque tenuti al segreto professionale per legge (articolo 622 del Codice Penale) e per deontologia professionale (Codice Deontologico). Dunque il rispetto della privacy tutela tutti, pazienti e sanitari. Lo spirito che anima il GDPR non è nuovo ed è idealmente connesso all’etica medica sin dall’antichità.

GDPR e progresso tecnologico

gdpr e tecnologiaTuttavia il progresso tecnologico porta nuove risorse per la gestione dei dati ma anche nuove insidie per la privacy. E’ quindi  necessario che la legge imponga nuove norme. Il GDPR istituisce nuovi provvedimenti tecnici e organizzativi per il trattamento dei dati personali, con particolare riguardo al  trattamento informatizzato. Ma non solo, il GDPR sostiene anche l’affermarsi di una nuova mentalità in materia di privacy.

gdpr e privacy by designIn una situazione di rapida evoluzione tecnologica, è necessario essere responsabili in modo proattivo della tutela dei dati personali,  come affermato dal  principio di accountability. E’ necessario organizzare la protezione del trattamento dei dati in modo preciso e dimostrabile e monitorare regolarmente la sicurezza, come prevede l’istituzione del Registro del trattamento dei dati. In caso di innovazione tecnologica, è necessario considerare, oltre ai vantaggi, i potenziali rischi,  effettuando una valutazione di impatto della nuova tecnologia sulla protezione dei dati. La cosiddetta privacy by design è oggi una nuova realtà che contribuisce allo sviluppo di una nuova concezione dell’azione umana, organizzata in modo ordinato e sistematico rispetto alle finalità che si vogliono perseguire. E in quanto a finalità, l’uomo di oggi e di domani dovrà tenere il timone dei principi che attingono al rispetto, alla tutela e alla sicurezza del bene comune….

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Difficoltà di concentrazione: come risolverla con l’omeopatia

difficoltà di concentrazione e autostimaLa difficoltà di concentrazione compromette le attività in cui ci si impegna  ma non solo…compromette anche la consapevolezza delle proprie capacità,  l’autostima e il sentimento di fiducia in sè stessi. Per questo è importante affrontare la situazione e l’omeopatia unicista può essere molto d’aiuto.

difficoltà di concentrazione e focalizzazioneUna difficoltà di concentrazione non dovuta a specifiche patologie, può essere correlata a svariate condizioni. Le più frequenti sono stress, surmenage, ansia, mancanza di sonno, errori dietetici. Non sempre tuttavia la difficoltà di concentrazione è riconducibile a un motivo. Delle volte il disturbo principale della persona è proprio la difficoltà a concentrarsi, benchè lo desideri e possieda un buon livello di organizzazione mentale.

Tante forme di difficoltà di concentrazione

difficoltà di concentrazione e distribilitàCi sono tante forme di difficoltà di concentrazione. C’è la facile distraibilità in cui la mente vaga, pur mantenendo piena consapevolezza di ciò che accade e che si fa. Tuttavia spesso in questi casi la persona si sente inadeguata rispetto a compiti impegnativi o a una molteplicità di impegni.

C’è anche la difficoltà di concentrazione che porta a dimenticanze riguardo a oggetti o cose difficoltà di concentrazione e pericoloimportanti e pericolose, che allarma e rende insicuri. La difficoltà di concentrazione può assumere la forma di vuoto mentale ma anche di mente affollata da pensieri e sensazioni non sempre chiare. In certi casi il problema migliora con un’attività mentale continuativa, in altri peggiora. Talora il disturbo di concentrazione è vissuto come specifico di determinate circostanze e attività, in altri casi come generico e diffuso.

Individualizzazione della cura

L’insieme delle caratteristiche che la difficoltà di concentrazione presenta in una persona, in una certa fase della sua vita e in relazione alla salute complessiva, costituisce la guida migliore all’individuazione del rimedio unitario appropriato. Questo, prescritto alla potenza appropriata, determina la reazione curativa.

rimedi omeopatici per difficoltà di concentrazioneLa cura di omeopatia  unicista è sempre individualizzata. Essa è specifica per la persona, a differenza di prodotti farmaceutici e integratori alimentari genericamente indicati per affaticamento mentale e problemi di concentrazione.

L’efficacia della cura di omeopatia unicista è dovuta al fatto che la cura è individualizzata, non solo riguardo alla particolare difficoltà di concentrazione di cui soffre la persona, ma anche riguardo alla salute complessiva.

Il  rimedio curativo, agendo sull’intera persona, rafforza la salute, riporta equilibrio nel corpo, nell’intelletto e nelle emozioni e regolarizza il sonno e l’appetito.  Consulenza onlineDurante la cura la focalizzazione si rafforza e si raggiunge un maggior livello di organizzazione mentale. Il fastidioso e talora conturbante sentimento di non sentirsi concentrati lascia il posto a  chiarezza mentale, determinazione e serena padronanza di sè.

La Consulenza online con la Dott. Gili Maria Luisa, specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta è una soluzione pratica. Si può avere rapidamente la Prescrizione del rimedio appropriato anche se si vive una situazione di stress e surmenage che lascia poco tempo per sè stessi.

 

. Gastro-enterologia

Gastrite acuta e cronica: cura omeopatica

Lo stomaco è una cavità che raccoglie cibi  ed emozioni. Non tutte le persone nervose che mangiano male soffrono di gastrite. La predisposizione  è importante, come pure l’attitudine a non evitare i fattori nocivi. L’omeopatia unicista spiega la variabilità individuale e ne dà soluzione con il rimedio unitario individualizzato.

Suscettibilità alla gastrite e fattori nocivi

infiammazione della mucosa nella gastrite Non sempre il mal di stomaco è accompagnato da un processo infiammatorio. Disordini alimentari e squilibri emozionali possono alterare la motilità peristaltica dello stomaco e dare sintomi come dolore crampiforme, nausea, cattiva digestione. La gastrite propriamente detta è l’infiammazione, acuta o cronica, della mucosa che riveste la cavità gastrica. Si manifesta con pirosi, bruciore e dolore principalmente in epigastrio, dispepsia, eruttazioni, nausea senso di peso, pienezza, vuoto, etc.. L’infiammazione rappresenta il tentativo dell’organismo di reagire a un insulto alla mucosa gastrica portato da alimenti nocivi ed emozioni negative. I fattori gastrolesivi possono essere intensi oppure di bassa intensità ma continui o ripetuti.

equilibrio funzionale e gastriteSi realizza un insulto quando un fattore nocivo si combina con la suscettibilità. Questa consiste in un “bug” della complessa organizzazione funzionale deputata alla difesa agli insulti e alla riparazione dei danni. A titolo di esempio, consideriamo i due principali prodotti delle ghiandole gastriche: acido cloridrico e muco. Quest’ultimo protegge la mucosa mentre l’acido cloridrico, necessario alla digestione, è corrosivo. Dall’equilibrio di questi e molti altri fattori dipende l’efficacia della digestione e l’integrità della mucosa. L’equilibrio funzionale è diretto e coordinato da un quid dinamico, detto in omeopatia forza vitale.

Fattori gastrolesivi intensi sono tollerati se la persona è poco suscettibile all’infiammazione gastrica mentre fattori di bassa nocività danno gastrite in presenza di spiccata suscettibilità individuale.

Perchè la gastrite si ripresenta

alimentazione e gastriteNel tempo la gastrite acuta presenta recidive e la gastrite cronica periodiche riacutizzazioni, vediamo perchè:

Spesso le persone sanno quali sono alimenti e bevande nocivi per loro ma mentre alcuni li evitano in modo sistematico, altri continuano ad assumerli perchè ne sentono il bisogno.emozioni e gastrite

Le emozioni negative che disturbano lo stomaco sono ancora più difficili da evitare. Infatti ansia e irritabilità non dipendono solo da noi e la tendenza a “tenere dentro” è difficile da modificare.

I farmaci ansiolitici bloccano l’ansia e i suoi effetti sullo stomaco, ma quando sospesi i disturbi si ripresentano.. I gastroprotettori inibiscono la secrezione acida oppure rivestono la mucosa con una sorta di pelllicola protettiva, ma alla sospensione lo stomaco torna suscettibile alla gastrite. I regolatori della peristalsi modificano  la motilità gastroenterica fintanto che vengono assunti.     L’antibioticoterapia per l’eradicazione dell’ helycobacter pylori ha un’efficacia più duratura, ma poichè il batterio è solo una sorta di parassita di un ambiente gastrico alterato, col tempo i disturbi si ripresentano in tutto o in parte.

Perciò chi è suscettibile alla gastrite, spesso assume una terapia a lungo termine, in modo continuativo o intermittente.

Cura omeopatica

rimedi omeopaticiLa cura di omeopatia unicista risolve invece la predisposizione  alla gastrite poichè cura l’interezza psicosomatica della persona. Il rimedio unitario appropriato agisce a vari livelli. Porta equilibrio nella sfera emozionale e nei desideri alimentari e migliora  anche la tollerabilità dei cibi che fanno male. Attiva i processi riparatori della mucosa e modula l’ipersecrezione acida e la peristalsi.

cura della gastrite


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Il rimedio adatto va individuato dal medico omeopata in base alle peculiarità della gastrite della persona, alla storia clinica e all’intero ritratto sintomatologico. Si considerano le caratteristiche qualitative, spaziali e temporali  delle sensazioni dolorose, i fattori scatenanti e aggravanti: certi cibi ma anche il freddo, la stagionalità, la posizione, circostanze quotidiane e soprattutto emozioni negative e conflitti interni.

I cosiddetti “rimedi per il mal di stomaco”, genericamente indicati per tutte le persone con dolore gastrico, possono dare qualche temporaneo beneficio. Invece con la cura omeopatica adatta alla persona si ha in tempi rapidi risoluzione di una gastrite acuta e miglioramento netto di una gastrite cronica. Con la prosecuzione della cura il miglioramento prosegue e la situazione di benessere si consolida. Infatti il rimedio adatto agisce proprio sulla suscettibilità alla gastrite e quindi previene riacutizzazioni e ricadute.

Consulenza omeopatica online

videocolloquioLa Consulenza medica online di OmeopatiaDinamica è una soluzione ottimale se si è in viaggio o in stress per  troppi impegni e poco tempo per sè, situazioni di cui spesso lo stomaco risente. Si può avere rapidamente un videocolloquio con il medico omeopata e la Prescrizione del rimedio adatto. Tramite l’area privata si può inviare l’EGDS e altra documentazione clinica e si può comunicare con il medico durante il periodo di cura.

E’ diario alimentare online per la cura della gastritedisponibile anche l’opzione Diario Alimentare online per individuare eventuali errori nelle associazioni di cibi e nel bilanciamento nutrizionale. Su richiesta, per massimizzare i miglioramenti emozionali avviati dal rimedio, si possono avere dei colloqui di supporto psicologico con il Medico Omeopata, dott. Gili Maria Luisa, specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta.

L’obiettivo della cura è rendere la persona che soffre di gastrite capace di accogliere cibi ed emozioni, senza insulti, danni e dolori.  E’ così possibile appropriarsi del pieno benessere della nutrizione, funzione  vitale dell’unità psicosomatica.

 

 

 

 

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Silicon Valley: Smartphone al bando nella culla della tecnologia

Si riporta di seguito un estratto dell’articolo “Silicon Valley parents are raising their kids tech-free — and it should be a red flag” di Chris Weller, pubblicato su Business Insider. L’articolo è il risultato di un’inchiesta giornalistica sul rapporto tra smartphone ed educazione familiare nell’esperienza di genitori hi-tech della Silicon Valley.

famiglia KoduriSono le 9 di mattina a Sunnyvale, in California, e Minni Shahi sta andando al lavoro nel quartier generale di Apple a Cupertino. Suo marito, Vijay Koduri,  ex dipendente di Google, sta incontrando il suo socio allo Starbucks locale per discutere della loro startup HashCut, che realizza una app per l’editing di video su YouTube.

I due bambini di Shahi e Koduri, Saurav (10 anni) e Roshni (12 anni), sono già stati accompagnati a scuola e probabilmente sono assorti in uno dei Google Chromebooks (computer portatile)  distribuiti all’inizio dell’anno scolastico.

La vita dei Koduri è quella della tipica famiglia della Silicon Valley, eccetto che per una cosa: la tecnologia sviluppata dai datori di lavoro di Koduri e Shahi è del tutto bandita nella loro casa.

Non ci sono sistemi di videogiochi in casa Koduri e i bambini non hanno ancora nemmeno il loro smartphone personale. Saurav e Roshni possono giocare sui telefoni dei genitori, ma solo per 10 minuti a settimana (non ci sono invece limitazioni a utilizzare la vasta collezione di giochi da tavolo familiari). Un po’ di tempo fa la famiglia ha comprato un iPad 2… che ha trascorso gli ultimi cinque anni sullo scaffale più alto di un armadio.

“Sappiamo che ad un certo punto avranno bisogno dei loro smartphone personali”, dice Koduri, 44 anni, a Business Insider. “Ma stiamo cercando di rimandare il più possibile”.

Buoni o cattivi: la tecnologia da che parte sta?

Koduri e Shahi rappresentano un nuovo tipo di genitori della Silicon Valley. Invece di addobbare le loro case con ogni nuovo prodotto tecnologico, molti dei genitori di oggi, che lavorano o vivono nel mondo della tecnologia, stanno limitando – e a volte addirittura vietando del tutto – il tempo che i loro bambini passano sugli schermi.

bambino al buio con smartphoneL’approccio deriva dal fatto che i genitori vedono direttamente, sia attraverso il loro lavoro che semplicemente vivendo nella San Francisco Bay (una regione che ospita le compagnie più prestigiose della Terra) quanto tempo e quanti sforzi sono impiegati nel rendere la tecnologia digitale irresistibile.

 

Uno studio del 2017, condotto dalla Silicon Valley Community Foundation, ha trovato che tra 907 genitori della Silicon Valley, nonostante l’elevata fiducia nei benefici della tecnologia, molti  hanno seri dubbi sull’impatto della tecnologia sullo sviluppo psicologico e sociale dei bambini.

bambini con tablet e smartphone“Non puoi ficcare la testa su un dispositivo e aspettarti lo sviluppo dell’attenzione di lunga durata” dice a Business Insider Taewoo Kim, capo ingegnere AI (artificial intelligence) della startup di machine learning One Smart Lab. Buddista praticante, Kim sta insegnando ai suoi nipoti,  in età 4-11 anni, a meditare e ad approcciarsi a giochi e puzzle senza schermi. Una volta all’anno i bambini fanno esperienza di ritiri silenziosi tech-free nei vicini templi buddisti.

Ex dipendenti delle maggiori aziende tecnologiche, tra cui alcuni dirigenti di alto livello, hanno pubblicamente condannato  l’intensa focalizzazione delle aziende nel creare prodotti tecnologici che inducono dipendenza. Il dibattito ha stimolato ulteriori studi nelle comunità di psicologi, e una graduale consapevolezza delle famiglie del fatto che il palmo di un bambino non è il posto giusto per un dispositivo così potente come uno smartphone.

due bambini sul divano con smartphone“Le aziende tecnologiche sanno che prima porti bambini, adolescenti e teenager a usare le tue piattaforme, più è facile che ne restino dipendenti per tutta la vita” dice Koduri a Business Insider. Continua:  “Non è una coincidenza che Google si sia fatto strada nelle scuole con Google Docs, Google Sheets e la suite per la gestione dell’apprendimento Google Classroom”.

Trasformare i bambini in consumatori fedeli di prodotti dannosi non è esattamente una strategia innovativa. Alcuni studi mostrano che le più grandi compagnie di tabacco spendono circa 9 miliardi di dollari all’anno (24 milioni al giorno) per pubblicizzare i loro prodotti, con l’obiettivo che la nuova generazione li usi per tutta la vita. Lo stesso principio aiuta a capire perchè le catene di fast-food offrono pasti per bambini: la fedeltà al brand è redditizia.

“La differenza con Google è che loro non pensano di essere pericolosi”, dice Koduri e: “Google di sicuro pensa ‘Hey, noi siamo i buoni. Noi stiamo aiutando i bambini, le scuole e sono sicuro che fanno così anche Apple e Microsoft”.

San Francisco, la patria del malessere dello scroll

Erika BoissiereErika Boissiere ha pochi dubbi sul fatto che la tecnologia sia veleno per i cervelli giovani. La 37enne, mamma di due bambini a San Francisco, lavora come terapista di famiglia insieme a suo marito.  Dice che entrambi si sforzano di stare al passo con le ricerche sugli effetti del tempo trascorso  su smartphone e altri schermi. Le ricerche, benchè prive di dati sul lungo termine, hanno già dimostrato conseguenze sul breve termine in teenager e adolescenti che utilizzano molto la tecnologia:  maggiore rischio di depressione, ansia e, in casi estremi, suicidio.

Molti dei genitori con cui lei e suo marito interlocuiscono raccontano di provare un sentimento anti-tech.

Anche solo per il fatto di vivere  nell’epicentro del mondo tecnologico, la coppia ha i “posti in prima fila” per quello che la Boissiere chiama il malessere dello scrollare.

Boissiere farà di tutto per impedire che i suoi bambini, Jack (2 anni) ed Elise (5 anni) abbiano le interazioni ‘basic’ con la tecnologia. Lei e suo marito non hanno una TV in casa ed evitano di usare lo smartphone in presenza dei bambini. Una regola stringente questa, che chiedono di rispettare anche alla babysitter 28enne. La coppia ha trovato una strategia che li aiuta a non sgarrare: quando tornano a casa dal lavoro, mettono gli smartphone vicino alla porta. La maggior parte delle sere controllano lo smartphone una o due volte prima di andare a dormire, ma capita che lei lo guardi più volte. E’capitato più di una volta che i suoi bambini siano entrati nella stanza mentre messaggiava, è corsa quindi a nascondersi nel bagno più vicino.

Educazione low-tech in Silicon Valley: un paradosso?

I genitori della Silicon Valley low-tech e anti-tech potrebbero sembrare troppo cauti, ma in realtà seguono pratiche di lunga data di ex e attuali giganti della tecnologia come Bill Gates, Steve Jobs e Tim Cook.

Nel 2007, Gates, ex CEO di Microsoft, ha implementato un limite allo screen time quando sua figlia ha incominciato a sviluppare un insano attaccamento ai videogiochi. Più tardi diventerà una prassi familiare di casa Gates quella di  non permettere ai bambini di avere il proprio smartphone prima dei 14 anni. Oggi il bambino americano medio ottiene il suo primo smartphone a circa 10 anni.

Nel 2011 Jobs, il CEO di Apple, prima della sua morte, ha rivelato in un’intervista al New York Times che lui proibiva ai suoi bambini di usare l’iPad, al tempo appena uscito, “Noi limitiamo la tecnologia che i nostri figli usano a casa”, disse Jobs al reporter Nick Bilton.

Anche Cook, l’attuale CEO di Apple, ha detto a gennaio che lui non accetta che suo nipote si colleghi ai social network. Il commento ha seguito quello di altri luminari della tecnologia, che hanno condannato i social media come detrimento per la società.

Cook in seguito ha riconosciuto che i prodotti Apple non sono pensati per un uso costante. “Non sono una persona che dice che abbiamo raggiunto il successo se voi li usate continuamente” ha detto. “Non lo condivido per niente”.

La buona notizia: se ne può uscire

Un lato positivo del problema è che almeno una parte degli effetti negativi sembra non essere permanente.

ragazzo steso sul divano con smartphoneUno degli studi più ottimistici, spesso citato dagli psicologi, è stato pubblicato nel 2014 sulla rivista scientifica Computers in Human Behavior. Ha coinvolto circa 100 preadolescenti, la metà dei quali ha passato cinque giorni in un ritiro privo di tecnologia, impegnati in attività come tiro con l’arco, arrampicata e orienteering. L’altra metà è rimasta a casa come gruppo di controllo della ricerca sperimentale.

Dopo soli cinque giornragazzi in gitai trascorsi in ritiro naturale tech-free, i ricercatori hanno evidenziato enormi miglioramenti nei livelli di empatia tra i ragazzi partecipanti. Quelli nel gruppo sperimentale hanno cominciato a ottenere valutazioni più alte nella loro espressività non-verbale, sorridendo più spesso ai successi degli altri ragazzi o mostrandosi preoccupati per qualche brutta caduta altrui.

I ricercatori concludevano: “I risultati di questo studio dovrebbero introdurre un sentito dibattito sociale sui costi e benefici dell’enorme quantità di tempo che i ragazzi passano su smartphone e altri schermi, sia in classe che fuori”.

USA, nuove scuole abbracciano la filosofia low-tech

Non tutti i genitori che crescono i loro figli in modo low-tech riescono a mantenere gli stessi standard quando li mandano a scuola. I figli dei Koduri, ad esempio, condividono un Macbook Air per i compiti e usano i Google Chromebook a scuola.

aula con lavagnaMa tutto intorno alla Silicon Valley stanno sorgendo un certo numero di scuole low-tech, nel tentativo di tornare alle radici. Alla Waldorf School of the Peninsula, una scuola privata a Los Altos (California), i bambini usano lavagne e matite (n.d.t.: evidentemente in America non è più così comune!) e i dispositivi a schermo non vengono introdotti prima dei 13 anni. Alla Brightworks School, una scuola privata di San Francisco, i ragazzi esercitano la creatività usando utensili, smontando radio e frequentando lezioni tenute in case sugli alberi.

smartphone e computer in classeNel frattempo in molte scuole pubbliche la tecnologia è diventata una forza trainante, dicono gli educatori Joe Clement e Matt Miles. Nel loro libro “Screen Schooled” (2017), gli autori portano avanti l’idea che la tecnologia a scuola faccia più male che bene, anche quando viene utilizzata per aumentare i punteggi nei test standardizzati di matematica e comprensione del testo. “È interessante pensare-scrivono gli autori- che in una scuola pubblica moderna, dove si chiede ai ragazzi di usare dispositivi elettronici come gli smartphone, i figli di Steve Jobs sarebbero stati tra i pochissimi a cambiare scuola”. Clement e Miles si chiedono: “Cos’è che questi benestanti dirigenti tech sanno sui loro prodotti che i consumatori non sanno?”.

Gli smartphone nella vita in famiglia

Nella parte occidentale della Baia di San Francisco, a San Mateo, l’imprenditrice tecnologica Amy Pressman (cofondatrice e presidente dell’azienda software Medallia) vive con suo marito e i suoi due figli, la quattordicenne Mia e il sedicenne Jacob. Il suo figlio più grande, Brian, ha 20 anni ed è al secondo anno del college.

smartphone a tavolaAnche se non ha il controllo di cosa faccia Brian quando è a scuola, in casa Pressman è molto severa. Non ci sono dispositivi elettronici sul tavolo a cena. Dopo le 10 di sera, i ragazzi devono consegnare i loro smartphone e lasciarli in carica in cucina durante la notte. Si gioca ai videogame solo 5-7 ore a settimana.

Come Koduri, che ricorda con nostalgia quando giocava fuori da bambino, adesso Pressman cresce i suoi figli con quell’idea in testa: vorrebbe tornare a un mondo più analogico. “I bambini non vanno fuori a giocare” dice Pressman  a Business Insider. “Il mio figlio più grande è stato molto più tempo in compagnia dei suoi coetanei di quanto farà il più piccolo”.

Negli ultimi anni, la famiglia ha fatto progressi nel trascorrere del tempo insieme. A differenza delle tante famiglie che rientrano a casa e si piazzano in stanze diverse, con gli occhi incollati ai dispositivi elettronici, adesso vanno a teatro oppure vanno a prendere un gelato dalla miglior gelateria di San Francisco.

Pressman racconta di aver organizzato una gita di un weekend alla Death Valley (un Parco nazionale in California). La scarsità di porte USB per la ricarica e di Wifi sono state attrattive a favore della scelta della destinazione. “La connettività era qualcosa di abbastanza orribile”, dice Amy. “..E ciò era delizioso.”

Le regole sono dure, ma potrebbero valere la pena

bambina esclusa da altre bambinePressman e altri genitori hanno detto a Business Insider che non è facile trovare un equilibrio nel limitare l’uso della tecnologia, soprattutto perchè i bambini cominciano a sentirsi tagliati fuori dal gruppo di coetanei. Più a lungo i genitori cercano di imporre le loro restrizioni, più temono di crescere essenzialmente degli emarginati.

ragazzi al videogiocoNon ho un esempio di come avere a che fare con questo mondo” dice la Pressman. “Questo mondo non esisteva quando io stavo crescendo, e le restrizioni che i miei genitori stabilivano sull’uso della TV non hanno senso nel mondo della tecnologia in cui il computer è contemporaneamente il tuo divertimento, i tuoi compiti a casa e la tua enciclopedia.”

Molti genitori che hanno parlato a Business Insider hanno detto che la loro migliore difesa dalla dipendenza dalla tecnologia è introdurre delle attività di rimpiazzo o trovare strategie per usare la tecnologia in modo più produttivo. bambini che corronoQuando la siccità della California ha rovinato il giardino di Koduri, lui ha riempito l’appezzamento di cemento e ha costruito un campo da basket, che usano i suoi figli e i loro amici. Quando la Pressman ha notato che a sua figlia interessavano i computer, si sono iscritte ad un corso di programmazione insieme.

Questi genitori sperano di riuscire a insegnare ai loro figli come entrare nel mondo adulto, sviluppando un modo sano di usare – e in certi casi, di evitare – la tecnologia. Di tanto in tanto, dicono, si vede un barlume di speranza.

Negli anni in cui la Pressman si è impegnata per sensibilizzare le persone in favore di una riduzione dell’utilizzo della tecnologia, suo figlio maggiore ha iniziato a cogliere il senso di tagliare il tempo sugli schermi. Come studente di Matematica, preferisce utilizzare i libri cartacei perchè si è accorto che le versione digitali disturbano la concentrazione.

Pressman ricorda di come l’anno precedente, durante un lungo viaggio in famiglia, suo figlio abbia sorpreso tutti con qualcosa che raramente i genitori non vogliono ascoltare: un’ammissione di errore. “Lo sai che inveisci sempre contro i social media e ho sempre pensato che avessi torto?” disse Brian, riferendosi alle tante prediche sulle interazioni umane “reali”. “Beh, sto incominciando a pensare che hai ragione.”