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Coronavirus, epidemia e omeopatia: il comunicato del Governo Indiano

Il 29 gennaio il governo indiano ha rilasciato un comunicato stampa in hurdu, indi e inglese, diffuso anche in rete via social, sulle misure di prevenzione dell’epidemia da coronavirus  2019-nCoV.

Il comunicato diffonde indicazioni preventive fornite dal Ministero dell’AYUSH, il Sistema Nazionale di Medicina tradizionale (Ayurveda, Homoeopathy e Unani). Questo collabora alla prevenzione di varie malattie infettive presenti in India attraverso il rafforzamento delle reazioni immunitarie con medicinali naturali. Il comunicato diffonde anche le raccomandazioni igienico-sanitarie emanate dall‘OMS per la prevenzione della diffusione dell’epidemia.

Prevenzione dell’epidemia

La prevenzione è importante perchè, allo stato attuale, a seconda della suscettibilità della persona, mentre l’80% dei casi di coronavirus  2019-nCoV sembra avere una malattia lieve, ben circa il 20% evolve a malattia grave: polmonite, insufficienza respiratoria e in alcuni casi morte.

Anche se i casi in Italia sono al momento sporadici, è fondamentale ribadire la cultura della prevenzione primaria, ovvero dell’agire sulle cause di una patologia. Per le infezioni da coronavirus i fattori causali sono il binomio virus-contagio ma anche la suscettibilità della persona.

Prevenzione dell’epidemia da coronavirus: raccomandazioni generali OMS

Le raccomandazioni generali OMS mirano a ridurre il contatto con il virus e il contagio nella popolazione. Il coronavirus  2019-nCoV è un nuovo ceppo virale tutto da conoscere. Quindi le raccomadazioni OMS derivano da precedenti epidemie da coronavirus  come MERS (Sindrome respiratoria mediorientale) e  SARS (Grave sindrome respiratoria acuta). In questi casi la trasmissione da uomo a uomo è avvenuta attraverso goccioline di saliva, contatto diretto con i malati e oggetti contaminati. Ciò ha suggerito per analogia che la modalità di trasmissione del coronavirus 2019-nCoV possa essere simile.

Le raccomandazioni generali OMS sono divulgate e applicate da tutti gli Stati membri. Prevedono per i soggetti sani di evitare il contatto stretto con ammalati di infezioni respiratorie acute. Inoltre è raccomandata l’igiene delle mani  con acqua e sapone o soluzioni alcoliche, soprattutto dopo contatto con malati e il loro ambiente.

Dal canto loro, gli ammalati di infezioni respiratorie acute dovrebbero mantenersi a distanza dagli altri. Devono anche coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti monouso o con i vestiti (ad esempio tossire o starnutire nell’incavo del gomito) e lavarsi le mani.

Queste sono buone norme, spesso disattese benchè ribadite peraltro ogni autunno da materiale informativo prodotto dal nostro Sistema Sanitario Nazionale.

 

Prevenzione con medicine naturali e omeopatia

Tornando al comunicato indiano, i provvedimenti di prevenzione primaria, suggeriti dal Ministero dell’AYUSH, derivano per analogia tra il quadro sintomatologico dell’infezione da coronavirus  2019-nCoV e il quadro sintomatologico di infezioni simil-influenzali denominate ILI  (Influenza-like illness ovvero flu-like syndrom).

Si tratta di medicinali sia  ayurvedici che unani che omeopatici, utilizzati per ridurre la suscettibilità ad ammalarsi  attraverso il rafforzamento delle difese immunitarie. Nel comunicato è  specificato che si tratta di prevenzione e non di cura e che è preferibile rivolgersi al medico  ufficialmente registrato in  Medicina ayurvedica, unani e omeopatica.

Polemiche in rete

In rete il comunicato del Governo indiano ha suscitato polemiche sulla validità delle Medicine tradizionali e in particolare ha ravvivato gli attacchi all’omeopatia. Si arriva a sostenere che il Governo indiano mistifichi la gravità dell’epidemia e svalorizzi il difficile lavoro dei team di ricerca del vaccino contro il coronavirus 2019-nCoV. Ma di ciò non c’è traccia nel comunicato stampa.

Il comunicato del Governo indiano rappresenta  un esempio di integrazione tra Medicina convenzionale e Medicine tradizionali. In un’epidemia non ci dovrebbe essere essere antinomia tra norme igieniche, vaccino auspicato e risolutivo ma che ancora non c’è, e profilassi naturale che potrebbe essere utile in una certa misura.

Omeopatia ed epidemie nella storia

Sull’efficacia dell’omeopatia nelle epidemie ci sono nella storia numerosi successi. Emblematici furono quelli di Hahnemann e successori nelle epidemie di scarlattina e nelle epidemie di colera che si verificarono in Europa nell’800. Dopo aver curato numerosi ammalati, Hahnemann notò che, accanto ai sintomi comuni della malattia, anche certi sintomi peculiari si presentavano in quasi tutti i casi. Considerò questi sintomi collettivi  come i sintomi dell’epidemia, cui corrisponde,  per la legge di similitudine, il rimedio dell’epidemia. Tale rimedio si dimostrò capace di prevenire la malattia se somministrato a soggetti sani.

Anche l’epidemia di Influenza spagnola del 1918-21 è stata  affrontata con successo dai medici omeopati con il metodo unicista hahnemaniano.  Oggi in tutto il mondo si utilizza, anche con altri metodi clinici, l’omeopatia per la prevenzione dell’ influenza stagionale. Inoltre  in tempi recenti ci sono i risultati dell’omeopatia nelle epidemie di febbre emorragica denque e di chikungunya (trasmesse dalla zanzara Aedes detta tigre), per le quali non esiste specifica terapia convenzionale.

E’ anche per risultati di questo tipo che la ricerca clinica in omeopatia è all’avanguardia in India, Paese multietnico e multiculturale.

L’omeopatia in India

L’omeopatia fu introdotta nel 1810 in India, quando medici tedeschi e missionari iniziarono a curare la popolazione con rimedi omeopatici. Madre Teresa di Calcutta ne fu una fervida sostenitrice.

E’ del 1973 la Centra Act, legge che istituisce ufficialmente Homeopathy come uno dei Sistemi Nazionali di Medicina. Oggi in India operano più di 250.000 omeopati; ogni anno 10.000 raggiungono il diploma. Ci sono numerosi ospedali omeopatici, coordinati dal Consiglio Centrale per la Ricerca, in cui si trattano anche pazienti gravi  con terapie esclusivamente omeopatiche.   In anni recenti, inaugurando otto nuovi ospedali omeopatici, il Ministro delle Finanze ha dichiarato che l’omeopatia è il metodo di cura con il miglior rapporto costo-beneficio. Sono cento milioni le persone che in India  oggi si affidano esclusivamente a cure omeopatiche.

Le parole del Mahatma Ghandi esprimono quanto l’omeopatia, nata in Europa, sia vicina alla cultura indiana: “L’Omeopatia è il metodo terapeutico più avanzato e più raffinato che consente di trattare il paziente in modo economico e non violento“.

Ricordiamo infine che la Medicina omeopatica, sin dalle origini, ha sottolineato il ruolo delle misure igieniche nella salute collettiva. Nel quarto paragrafo dell’Organon Hahnemann, anche per questo pioniere rispetto alla medicina dell’epoca, afferma : “Egli (il medico omeopata) è pure un igienista, se conosce le cause che disturbano la salute e determinano e mantengono le malattie e sa da esse preservare l’uomo sano”.

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il Medico omeopata risponderà appena possibile.