- Metodo omeopatico

Aceto, limone e spezie durante la cura omeopatica

NAcetoon è facile nè sempre praticabile uniformare la propria alimentazione a tutti i dettami dell’omeopatia classica, tuttavia è clinicamente doveroso tenerne conto, valutando le raccomandazioni necessarie caso per caso e per ciascuna fase di cura. Già Hahnemann, il medico tedesco fondatore dell’omeopatia, aveva evidenziato che i cibi conditi con aceto, limone e spezie (pepe, peperoncino, curcuma, timo, salvia, rosmarino, maggiorana, origano, zenzero, zafferano, cannella, cumino, anice, …) sono dannosi per chi soffre di malattie che durano da tempo.

Aceto e limone, particolarmente controindicati per chi ha disturbi nervosi e gastro-enterici, possono comunque antidotare o potenziare eccessivamente gli effetti di numerosi rimedi omeopatici

, in quanto contengono sostanze ad azione medicamentosa. Nell’aceto grezzo è contenuto acido acetico che, sottoposto a procedimento di diluizione-dinamizzazione, dà il rimedio Acetic acidum e nel succo di limone c’è l’acido citrico che dà il rimedio Citric acidum.

Da molte erbe aromatizzanti derivano, sempre mediante diluizione-dinamizzazione, i corrispondenti rimedi, come ad esempio il rimedio Mentha piperita che deriva dalla pianta officinale di menta piperita.

Qual è la differenza, ad esempio, tra l’azione medicamentosa dell’aceto grezzo e quella del rimedio Acetic Acidum? L’aceto grezzo ha un’azione medicamentosa dovuta all’effetto delle molecole di acido acetico sulle cellule del corpo. Il rimedio Acetic acidum ha un’azione medicamentosa dovuta non all’effetto di molecole (non più presenti in virtù della diluizione) ma all‘effetto  dell’energia dello stato dinamizzato dell’acido acetico sull’energia vitale della persona che agisce sulle cellule del corpo. Aceto e Acetic Acidum posseggono dunque una differente natura e conseguentemente una diversa azione medicamentosa.

Tuttavia l’azione medicamentosa di aceto, limone e spezie allo stato grezzo (aromi, infusi, tisane) prevarica (a causa dell’effetto diretto sulle cellule) l’azione energetica del rimedio (che agisce con effetto indiretto sulle cellule).

Perchè ciò che fa gola spesso fa male?  Ciò che possiede un’azione medicamentosa impressiona la nostra sensibilità in modo diverso dal comune cibo, infatti l‘istinto  riconosce come molto gradevoli le sostanze medicamentose che possono essere utili per un disturbo acuto. Ma l’uomo, a differenza dell’animale, ha quasi perso  l’istinto alimentare: non mangia quando ha bisogno, non mangia ciò di cui ha bisogno e l’uso di cibi medicamentosi non è circostanziato ai disturbi acuti in cui essi sono in r:ealtà utili. Dall’uomo cacciatore-raccoglitore all’uomo degli  ipermercati, l’istinto vitale ha perso forza e saggezza. Oggi si vive più a lungo ma in uno stato di salute indebolito, che porta alla ricerca di cibi medicamentosi, indicati per disturbi acuti insorti da poco ma controindicati per disturbi che durano da tempo.

Aceto, limone e spezie sono controindicati durante la cura omeopatica, soprattutto se assunti spesso anche se in modesta quantità oppure in quantità eccessive oppure in concomitanza col rimedio omeopatico.

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