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Colloquio Omeopatico
Colloquio omeopatico e studio del caso, secondo il metodo hahnemaniano, costituiscono la strada che porta al simillimum, il farmaco curativo. Nell'Organon dell'Arte di Guarire Hahnemann descrive con grande chiarezza il modo in cui deve svolgersi la visita omeopatica. Egli scrive all’inizio dell’800 e anticipa con la sua straordinaria lungimiranza concetti che diverranno fondamentali sia per l'anamnesi medica che per il colloquio psicologico. Il colloquio omeopatico hahnemaniano dura 60-90 minuti: è un percorso guidato in cui il paziente si esprime con spontaneità, esso attraversa ciò che sta accadendo nel corpo e nella mente, ripercorre gli eventi di vita e di salute del passato e giunge al ritratto sintomatologico completo che indica il farmaco omeopatico curativo.Il colloquio omeopatico ha aspetti in comune con l'anamnesi medica e il colloquio psicologico, ma ha una sua particolarissima fisionomia che ne fa un'esperienza comunicativa unica per il paziente e soprattutto la fonte preziosa dalla quale scaturisce la medicina omeopatica curativa, attraverso il metodo hahnemaniano di studio del caso, col quale il medico continua a prendersi cura del paziente dopo il colloquio. E ora, lasciamo la parola direttamente al Dottor Hahnemann:


Questo esame volto all’individualizzazione di un caso di malattia, per il quale darò qui solo indicazioni generali, di cui il professionista terrà a mente solo ciò che è applicabile in ciascun caso individuale, richiede al medico nient'altro che libertà dal pregiudizio, sensi sani, attenzione nell’osservazione e fedeltà nel tracciare il ritratto della malattia. [Organon, § 83]



Egli annota accuratamente tutto ciò che viene raccontato, con le medesime parole che sono state utilizzate. Stando zitto, egli consente di dire tutto ciò che c'è da dire, senza interrompere, a meno che non si divaghi su altre questioni. All’inizio della visita il medico raccomanda di parlare lentamente, in modo che egli possa trascrivere ciò che di importante viene detto. [Organon, § 84]



Quando il racconto spontaneo è finito, il medico torna quindi a ciascun sintomo particolare ed elicita un’informazione più precisa rispetto ad esso nel seguente modo; egli rilegge i sintomi così come essi gli sono stati raccontati ad uno ad uno e richiede per ognuno di essi ulteriori particolari [...] [Organon, §86]


E così il medico ottiene un’informazione più precisa su ciascun sintomo, ma senza mai porre le domande in modo tale da suggerire la risposta al paziente, così chè egli possa rispondere solo si o no; altrimenti egli potrebbe essere ingannato a rispondere in modo affermativo o negativo qualcosa di falso, di parzialmente vero o non strettamente corretto, o per indolenza o per compiacere chi lo interroga; da ciò consegue un falso ritratto della malattia e un trattamento inadatto [Organon, § 87]




Se tra questi sintomi espressi spontaneamente non è stato espresso nulla riguardo a molte parti e funzioni del corpo o riguardo allo stato mentale del paziente, il medico chiede cosa ancora possa essere detto riguardo a queste parti e a queste funzioni o riguardo al suo stato mentale o disposizione, ma nel far ciò egli fa uso solo di espressioni generali, affinchè chi fornisce l’informazione debba entrare nei dettagli particolari. [Organon, § 88]


Quando il paziente [...] ha fornito l’informazione richiesta e tracciato un ritratto quasi perfetto della malattia, il medico ha la facoltà e l‘obbligo (se egli sente che non ha ancora ottenuto tutta l’informazione di cui necessita) di porre domande più precise, più specifiche.[Organon, § 89]



Quando il medico ha finito di trascrivere questi particolari, prende quindi nota di ciò che egli stesso ha osservato nel paziente e indaga in che misura ciò era caratteristico del paziente nel suo stato sano, precedente la malattia. [Organon, § 90]



Indagando lo stato di una malattia cronica, le circostanze particolari del paziente che riguardano le sue occupazioni ordinarie, il suo usuale modo di vivere e la dieta, la sua situazione familiare e così via devono essere ben considerate ed esaminate per accertare cosa ci sia in esse che tende a produrre o a mantenere la malattia, al fine di facilitare la guarigione con la loro rimozione. [Organon, § 94]



I sintomi e sensazioni del paziente non forniscono il ritratto puro della malattia nel corso di una precedente cura medicamentosa; ma d’altra parte quei sintomi e disturbi di cui il paziente soffriva prima dell’uso delle medicine, o dopo che esse sono state sospese da molti giorni, danno la vera idea essenziale della forma originaria della malattia, ed è soprattutto di questi che il medico deve prendere nota. [...] [Organon, § 91]


Diese individualisirende Untersuchung eines Krankheits-Falles, wozu ich hier nur eine allgemeine Anleitung gebe und wovon der  Krankheits-Untersucher nur das, für den jedesmaligen Fall Anwendbare beibehält, verlangt von dem Heilkünstler nichts als Unbefangenheit und gesunde Sinne, Aufmerksamkeit im Beobachten und Treue im Aufzeichnen des Bildes der Krankheit. [Organon, § 83]

Er schreibt alles genau mit den nämlichen Ausdrücken auf, deren der Kranke und die Angehörigen sich bedienen. Wo möglich läßt er sie  stillschweigend ausreden, und wenn sie nicht auf Nebendinge abschweifen, ohne Unterbrechung ). [Organon, § 84]

Sind die Erzählenden fertig mit dem, was sie von selbst sagen wollten, so trägt der Arzt bei jedem einzelnen Symptome die nähere Bestimmung nach, auf folgende Weise erkundigt: Er liest die einzelnen, ihm berichteten Symptome durch, und fragt bei diesem und jenem insbesondere.[...] [Organon, §86]

Und so läßt sich der Arzt die nähere Bestimmung von jeder einzelnen Angabe noch dazu sagen, ohne jedoch jemals dem Kranken bei der Frage schon die Antwort zugleich mit in den Mund zu legen ) oder so daß der Kranke dann bloß mit Ja oder Nein darauf zu antworten hätte; sonst wird dieser verleitet, etwas Unwahres, Halbwahres oder wirklich Vorhandnes, aus Bequemlichkeit oder dem Fragenden zu gefallen, zu bejahen oder zu verneinen, wodurch ein falsches Bild der Krankheit und eine unpassende Curart entstehen muß. [Organon, § 87]

Ist nun bei diesen freiwilligen Angaben von mehren Theilen oder Functionen des Körpers oder von seiner Gemüths-Stimmung nichts erwähnt worden, so fragt der Arzt, was in Rücksicht dieser Theile und dieser Functionen, so wie wegen des Geistes oder Gemüths-Zustandes des Kranken,
noch zu erinnern sei, aber in allgemeinen Ausdrücken, damit der Berichtgeber genöthigt werde sich speciell darüber zu äußern [Organon, § 88]

Hat nun der Kranke auch durch diese freiwilligen und bloß veranlaßten Aeußerungen dem Arzte gehörige Auskunft gegeben und das Bild der Krankheit ziemlich vervollständigt, so ist es diesem erlaubt, ja nöthig (wenn er fühlt, daß er noch nicht gehörig unterrichtet sei), nähere, speciellere Fragen zu thun ). [Organon, § 89]

Ist der Arzt mit Niederschreibung dieser Aussagen fertig, so merkt er sich an, was er selbst an dem Kranken wahrnimmt ) und erkundigt sich, was demselben hievon in gesunden Tagen eigen gewesen. [Organon, § 90]

Bei Erkundigung des Zustandes chronischer Krankheiten, müssen die besondern Verhältnisse des Kranken in Absicht seiner gewöhnlichen Beschäftigungen, seiner gewohnten Lebensordnung und Diät, seiner häuslichen Lage u.s.w. wohl erwogen und geprüft werden, was sich in ihnen Krankheit Erregendes oder Unterhaltendes befindet, um durch dessen Entfernung die Genesung befördern zu können. [Organon, § 94]

Die Zufälle und das Befinden des Kranken, während eines etwa vorgängigen Arzneigebrauchs, geben nicht das reine Bild der Krankheit; diejenigen Symptome und Beschwerden hingegen, welche er vor dem Gebrauche der Arzneien oder nach ihrer mehrtägigen Aussetzung litt, geben den ächten Grundbegriff von der ursprünglichen Gestalt der Krankheit, und vorzüglich diese muß der Arzt sich aufzeichnen. [Organon, § 91]

Si può osservare come la visita omeopatica di tipo hahnemaniano proceda a partire dal paziente verso il medico gradualmente, per fasi. Essa inizia col racconto spontaneo del paziente e col medico zitto e neutrale, prosegue col paziente che risponde a domande del medico che solo via via possono essere più precise e finisce col medico che annota quanto egli stesso ha osservato durante la visita. Si realizza un passaggio graduale per fasi concentriche che parte dalla soggettività muta della malattia e giunge alla soggettività espressa, compresa e oggettivata dal medico con la scelta del farmaco curativo.
Benchè apparentemente semplice, questo metodo richiede un impegno complesso. Il medico deve passare da una forma mentale di neutralità comprensiva ad una forma mentale di indagine comprensiva, in 60-90 minuti. Il paziente d’altra parte deve impegnarsi a fare attentamente ciò che il medico gli chiede, a raccontare con precisione senza divagare, anche se non è facile astenersi dalle divagazioni nella nostra “civiltà della comunicazione“, ma il cuore del colloquio omeopatico è  un incontro con l’immagine più autentica della malattia, si deve parlare solo della persona ammalata e di null’altro, senza allontanarsi da ciò che è utile alla ricerca del farmaco curativo: la vera richiesta di ogni paziente!! Il colloquio si svolge in un'atmosfera umana accogliente che consente l’espressione spontanea dei sintomi puri. Solo dopo aver conosciuto a fondo il paziente, il medico omeopata potrebbe consigliare la rimozione di circostanze che danneggiano in modo evidente la salute e ostacolano la cura.


Per individuare il farmaco omeopatico curativo è necessario ricercare i sintomi della malattia nell’intera persona malata. L’indagine omeopatica si estende alla costituzione fisica, emotiva e intellettiva del malato, alle sue abitudini. Grande importanza hanno situazioni e condizioni che riguardano in modo generale l’intera persona: desideri, avversioni, stato mentale, stato del sonno, condizioni generali varie come ad esempio l’essere molto disturbati dal caldo, dal freddo, dal cambiamento di tempo, dai rumori, da situazioni relazionali, etc. Si tratta di sintomi preziosi che rivelano l’alterazione interna della salute attraverso il rapporto con il mondo esterno. Inoltre l’omeopata ricerca nella persona malata tutti i sintomi di tutte le parti del corpo, degli organi e apparati. Grande importanza hanno le peculiarità individuali dei sintomi.
Le cose che si trovano più vicine all’uomo, alla sua vita e alla sua forza vitale sono le cose che sono propriamente generali
[J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


La malattia si rende conosciuta al medico attraverso segni e sintomi: la totalità dei sintomi è l’unica rappresentazione, essa deve essere studiata per accertare che cosa caratterizza la malattia, o contrassegna i sintomi come peculiari [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 31]




Le cose che caratterizzano sono cose che vi fanno esitare, che vi fanno meditare…. Riconoscete subito che è qualcosa di individuale poichè esso è strano, raro, peculiare. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]



Che cosa c’è in questo caso che lo rende diverso da qualsiasi altro mai esistito? “ [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 30] 



The things that lie closest to man and his life, and his vital force, adthings that are strictly general... [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

We have read in the earlier portions of the Organon that the disease makes itself known to the physician by signs and symptoms, and that the totality of the symptoms is the sole representation of the disease, to the physician but that totality has to be studied to ascertain what there is among all the symptoms, that characterizes the disease, or marks the symptoms as peculiar. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 31]

The things that characterize are things to make you hesitate, to make you meditate. You hesitate, you meditate, and at once recognize it as something individual, because it is strange and rare and peculiar. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

What is there in this case which makes it an individual, what is there in it that makes it unlike any that ever existed ? [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 30]


Davanti a ciascun caso quindi il medico omeopata si avvale di tutte le conoscenze ed esperienze di medicina generale ed omeopatica, ma anche della volontà di conoscere ciò che di nuovo, mai visto prima, c’è in ogni caso. Per fare ciò è necessario che la mente del medico sia libera da pregiudizi. Kent esprime in modo molto chiaro che il pre-giudizio impedisce la pratica dell’omeopatia, esso rende del tutto inutile la visita omeopatica:

Il pregiudizio: uno crede una cosa, un altro crede un’altra cosa. Ciò non viene da una questione di fatto, ma proviene da che cosa ciascun uomo ha stabilito come fatto. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 22]


Il pregiudizio del medico fa sì che egli fotografi il paziente appena ha cominciato a raccontare la sua storia, nessuna visita è stata veramente fatta. Io devo combattere il pregiudizio ad ogni nuovo caso cui pervengo. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 26]


“Il vero uomo può ascoltare, può esaminare l’evidenza, può meditare: la mente libera da pregiudizio viene da una comprensione sonante e la comprensione sonante viene dall’educazione, educazione in omeopatia, tutti gli insegnamenti dottrinali passo per passo, la fedeltà ad essi è necessaria. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 22]
One believes one thing and another another thing; they all have varying kinds of belief. This does not come from a question of fact, but it comes from a what each man has laid down as fact. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 22]


His prejudce let him to snap the patient as soon as he begins to tell his story, no exanination has been really made. I have to fight that with every fresh case I come to. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 26]


It is certain that the true man is one freest from prejudices, one who can listen, who can examine, evidence and who, can meditate. Unprejudiced mind come from sound understanding and sound understanding comes from education, education in Homoeopathy, all the doctrines step by step fidelity is necessary. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 22]


Molto ancora insegnano Hahnemann e Kent sul metodo di visita omeopatica, che nella nostra civiltà della comunicazione presenta tante altre nuove problematiche, ma anche possibilità innovative come il videocolloquio online. Un adeguato utilizzo di questo strumento comunicativo consente di applicare fedelmente il metodo  hahnemaniano descritto in questa pagina.

Qui si è voluta dare solo un’idea generale della visita omeopatica e della disciplina necessaria perchè essa possa essere davvero utile a fini curativi. Quando si parla di successi o insuccessi dell'omeopatia si dovrebbe sempre considerare la sostanziale differenza tra l'omeopatia unicista e la pratica tanto diffusa di assumere farmaci omeopatici senza un vero colloquio omeopatico, condotto cioè secondo il metodo che nessuno meglio di Hahnemann ci può indicare!

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