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- Metodo omeopatico, - Omeopatia & Scienza, Rimedi omeopatici

La memoria dell’acqua: da Avogadro ai cluster

Riferendosi ai rimedi omeopatici, si dice spesso che “è tutto placebo, non contengono nulla,  non ci sono molecole di principio attivo”. Ma allora come si spiegano gli effetti dei rimedi omeopatici riscontrati nei proving e nella risoluzione dei casi clinici?
Sono molti gli studi effettuati sui rimedi omeopatici e non solo in tempi recenti.
Analizziamo dunque alcuni degli studi effettuati e la questione della memoria dell’acqua.

I rimedi omeopatici non contengono molecole di principio attivo?

Vero, vediamo perchè.
Una qualunque sostanza è costituita da atomi che, in generale, possiamo dire che sono i mattoncini fondamentali della materia.
Gli atomi si aggregano in modi diversi per formare le molecole e una qualunque sostanza è chimicamente caratterizzata dalle molecole che la compongono.

molecole

Da dx a sx: molecola d’acqua, di glucosio, di etanolo

In una mole di sostanza è contenuto un numero di molecole di quella sostanza pari al numero di Avogadro, ossia  molecole.

Il procedimento di preparazione

Il procedimento di preparazione dei rimedi omeopatici prevede di partire dalla sostanza grezza e di diluirla un certo numero di volte in un solvente (acqua o etanolo).
Consideriamo il procedimento di preparazione in cui per 1 parte di sostanza si prendono 99 parti di solvente (preparazione centesimale) e diluiamo, ad esempio, 12 volte (quindi fino alla 12-esima potenza CH). Dopo la prima diluizione la concentrazione della sostanza è 1/100 di quella iniziale. Per effettuare la seconda diluizione prendiamo 1 parte della precedente diluizione e la diluiamo con 99 parti di solvente: la concentrazione della sostanza, dopo la seconda diluizione, è 1 centesimo della concentrazione della prima diluizione, ossia (1/100)/100 = 1/10000=. Per la terza diluizione, prendiamo 1 parte della seconda diluizione e la diluiamo con 99 parti di solvente. E procediamo così per 12 volte. Al termine del processo la concentrazione relativa della sostanza iniziale è  volte la concentrazione iniziale.
Se la quantità di sostanza grezza da cui siamo partiti era di 1 mole e la concentrazione iniziale era 1 mol/litro, la concentrazione finale è .

Quindi quante molecole della sostanza grezza di partenza (principio attivo) sono presenti in una diluizione 12 CH?

Ricordando che all’inizio del procedimento abbiamo preso una mole di sostanza grezza (6.022*10^23 molecole) e che la concentrazione iniziale era 1 mol/litro, impostiamo una semplice proporzione:

n° iniziale di molecole : concentrazione iniziale = n° finale di molecole : concentrazione finale ->

Abbiamo quindi un numero di molecole inferiore ad uno… Ma ottenere un valore che è “circa mezza molecola” significa parlare di una quantità che non ha senso dal punto di vista chimico poichè, come detto all’inizio del post, la molecola è il più piccolo mattoncino che caratterizza dal punto di vista chimico una sostanza.

Ma quindi…?

Quindi a partire dalla potenza 12 CH non è riscontrabile una molecola di principio attivo. Ed è il momento di una precisazione.

Caratteristiche chimiche e proprietà fisiche

Le caratteristiche chimiche di una sostanza sono determinate dalla sua composizione chimica (quindi dagli atomi e, più specificatamente, dalle molecole che la compongono). Ma le proprietà fisiche di una sostanza dipendono dalla disposizione di atomi e molecole nello spazio (ossia da come si legano da tra loro).
Pensiamo a grafite e diamante: due sostanze molto diverse tra loro… una di color grigio metallico, morbida e untuosa, l’altra estremamente trasparente, dura e per nulla untuosa. Eppure queste due sostanze sono composte dallo stesso tipo di atomi (carbonio)…. legati però in modi differenti!

diam-graf

In alto: grafite e suo reticolo cristallino. In basso: diamante e suo reticolo cristallino.

Oltre a questo consideriamo che quando le molecole di una sostanza vengono immerse in un solvente, le molecole del solvente circondano le molecole della sostanza e si dispongono intorno ad esse tenendo conto delle distribuzioni di carica. Ricordiamo, ad esempio, che l’acqua è una molecola polare, composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. L’atomo di ossigeno ha 6 elettroni nel guscio più esterno e, per raggiungere la configurazione di stabilità caratteristica dei gas nobili, avrebbe bisogno di 2 elettroni in più… proprio gli elettroni che, in un certo senso, prende in prestito dai due atomi di idrogeno: questi due elettroni, pur restando “di proprietà” dell’idrogeno, durante il loro moto, tendono a trascorrere più tempo in prossimità dell’ossigeno che dell’idrogeno)

acqua

Torniamo alla preparazione dei rimedi omeopatici, che prevede un processo di diluizione-dinamizzazione.
Se il processo di diluizione porta ad avere già dalla 12° potenza CH un’assenza di molecole del principio attivo che non spiega l’efficacia dei rimedi omeopatici, vediamo cosa succede con il processo di dinamizzazione denominato anche succussione.

Cosa succede con il procedimento di dinamizzazione?

Secondo Barnard (1965) la succussione favorirebbe la formazione di polimeri con configurazioni specifiche a seconda della sostanza diluita.

Callinan (1986) si concentra invece sulla variazione di energia delle molecole dovuta alla succussione.
Consideriamo gli atomi che compongono una molecola e i legami tra di essi. Anzichè considerare gli atomi a distanza fissa gli uni dagli altri, immaginiamo che siano tenuti legati gli uni agli altri da molle.

molle

Gli atomi possono quindi avvicinarsi e allontanarsi oppure possono deformare l’angolo di legame (nell’immagine i tre atomi sono allineati, ma non è la condizione più generale).
Sugli atomi agiscono dunque delle forze elastiche, rappresentate dalle molle; possiamo dunque associare a queste forze un’energia, che prende il nome di energia vibrazionale.
Le molecole sono composti elettricamente neutri (il numero delle cariche negative degli elettroni è uguale al numero di cariche positive dei protoni) tuttavia, come abbiamo visto nel caso dell’acqua, ci sono atomi più elettronegativi di altri e quindi la distribuzione spaziale di carica nella molecola  non è uniforme. Le cariche positive tendono a respingersi tra loro e lo stesso avviene per le cariche negative. Ciò significa che gli atomi delle molecole tendono a disporsi in modo da minimizzare la repulsione e questo comporta una minimizzazione dell’energia della molecola nel suo complesso. Meno energia ha un sistema, più è stabile. (Si pensi ad un recipiente contenente un gas: si dice sempre che non va esposto al sole perchè rischia di esplodere. E perchè rischia l’esplosione? Perchè aumentando la temperatura all’interno del recipiente aumenta l’energia legata al moto degli atomi di gas… è come se ingranassero le marce!  E se l’aumento di energia cinetica è sufficiente, può provocare la rottura del recipiente).

L’energia vibrazionale delle molecole, in una prima analisi, è proporzionale al quadrato della variazione della distanza tra gli atomi rispetto alla posizione di equilibrio: maggiore è la variazione, maggiore è l’energia vibrazionale.

energia

Secondo Callinan (1986) la succussione porta ad una variazione della distanza tra gli atomi delle molecole e questo dà luogo ad un incremento del valore dell’energia vibrazionale rispetto allo stato fondamentale.  Gli effetti cumulativi dell’incremento di energia vibrazionale delle molecole d’acqua potrebbe portare alla formazione di aggregati stabili di molecole d’acqua detti clatrati o cluster.

cluster_acqua

Esempi di cluster

 

clusteracqua

Accrescimento del cluster

Wei et al (1991) ipotizzano che le molecole d’acqua formino dei cluster attorno alle molecole del rimedio omeopatico e, secondo Anagnostatos (1991, 1993), le molecole del rimedio, inizialmente poste al centro dei clatrati (rappresentati come gusci di molecole d’acqua), vengono rimosse dal clatrato per effetto della succussione: i clatrati vuoti vengono circondati da un ulteriore guscio di molecole d’acqua e le molecole rimosse dal centro dei clatrati vengono circondate da nuove molecole d’acqua, generando così nuovi clatrati.

 

Esempio di cluster d'acqua (in rosa) costruito attorno ad un cluster di molibdeno (verde)

Esempio di cluster d’acqua (in rosa) costruito attorno ad un cluster di molibdeno (verde)

La memoria dell’acqua…

Ecco quindi “la memoria dell’acqua“: anche in assenza di molecole di principio attivo, il contenuto informativo delle molecole del rimedio omeopatico potrebbe essere veicolato già dalla configurazione assunta dalle molecole d’acqua.

acqua

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