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Psicologia & Esistenza

Videogiochi e psicologia: il caso Flappy Bird

Flappy-Bird

I videogiochi esercitano un’influenza importante sulla psiche; prendiamo spunto per la riflessione dalla nota vicenda Flappy Bird.

Nel 2014 “Flappy Bird”, app  di massimo successo mondiale, è stata ritirata dall’ autore, Dong Nguyen, perché a suo stesso dire causa assuefazione. La notizia viene comunicata dai media utilizzando espressioni come “l’app creata da Dong” o anche “andata per sempre, uccisa dal suo creatore“.

L’utilizzo dei termini “creatore” e “creare” tendono a collocare l’ app su un piano superiore a quello della vita comune. Il creare è il piano della spiritualità e dell’arte nella sua forma più pura. L’operaio monta, il contadino coltiva, la maestra insegna, il medico cura, il programmatore crea... Perchè attribuiamo alla tecnologia dell’informazione poteri creativi? Forse perchè lavora con materiali immateriali? Più che “creare” il programmatore traduce in linguaggio digitale il mondo naturale. Il mondo digitale, privo della vitalità, propria del mondo naturale, risulta paradossalmente immortale, anche se già inanimato!

Flappy-Bird-Game-Over

In realtà Flappy Bird non può morire perchè è morto sin dall’inizio sia come videogame che come povero volatile di infinite partite. Lo sgraziato uccellino di Flappy Bird muore nei gameover e si ripresenta “vivo e vegeto” nella nuova partita. Un mix vita-morte produce nella mente del giocatore una confusione di significati, facilitata dal fatto che il gioco virtuale agisce direttamente sul cervello, senza essere veicolato, come il gioco naturale, dal rapporto con oggetti  ed esseri viventi.

Vittoria e frustrazione

Il sistema nervoso umano è indifeso rispetto a quest’azione artificiale sul cervello. Non c’è da stupirsi che la dipendenza possa prendere il sopravvento. La dipendenza è favorita dal fatto che il videogioco gioca con un nodo gordiano della nostra epoca: vittoria e frustrazione. Da un lato c’è lo stradesiderio di vincere, anche cose totalmente inutili, e dall’altro la frustrazione per non riuscire a realizzare compiti semplici in sè, ma estremamente complicati da fattori esterni. Il sentimento di frustrazione può raggiungere la dimensione dell’odio verso sè stessi e gli altri, il che non fa altro che alimentare il gioco compulsivo… Dunque il gioco – se possiamo chiamarlo così – Flappy Bird, come molti altri videogames, è un gioco che nega il senso vitale del gioco, cioè un modo piacevole e costruttivo di esplorare la realtà.

Lo sfondo esistenziale

I commenti più interessanti sulla vicenda Flappy Bird ne parlano come di un problema causato dalla mancanza di relazioni personali autentiche. Tuttavia, in un fenomeno di massa come i videogiochi, le problematiche psicologiche individuali si sovrappongono  alla psicopatologia di massa. La difficoltà ad avere relazioni autentiche con gli altri, con sè stessi e con la Natura è lo sfondo esistenziale in cui si svolge la vita di ognuno. Dunque non é Flappy Bird che va salvato ma il nostro mondo e la nostra interiorità .E’ necessario salvaguardare il nostro sistema nervoso, indifeso da azioni artificiali che agiscono direttamente sul cervello e il prezioso quanto delicato sistema nervoso in sviluppo dei bambini.

Affrontare il problema

Molte persone hanno la sensazione che non dovrebbero lasciarsi prendere troppo tempo dai videogiochi. I genitori non sanno come fare: bambini e ragazzi sono sempre “attaccati” ai games preferiti,  da soli e con gli amici.

Il problema di massa ha caratteristiche specifiche in ognuno e su queste bisogna lavorare per affrontare il problema. Il Videoconsulto Psicologico-Esistenziale  con la Dott. Gili Maria Luisa, specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta, è un modo pratico, a portata di click, per portare sullo stesso schermo dei videogiochi, strategie sostenibili e soluzioni personalizzate.

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