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dott_mluisa.gili@omeopatiadinamica.it

Mi sono laureata in Medicina e Chirurgia con pieni voti e grandi domande:

Che relazione c'è tra sofferenza interiore e malattia?
E tra malattia, ambiente, relazioni familiari, lavorative, sociali?
Come praticare la Medicina nel modo migliore?



Benchè la ricerca occupasse parte dei miei interessi universitari, ho escluso sin da subito, una volta conseguita la Laurea, di impegnarmi in un orizzonte che impallidiva troppo dinanzi alla consapevolezza che la Medicina può, con le conoscenze che ha già conquistato, prevenire e curare la maggior parte delle malattie che hanno come concausa fondamentale fattori di nocività socio-ambientale. Inoltre la formazione di psichiatra in parte rispondeva a queste mie domande, tuttavia la psichiatria sociale, privata delle risorse umane ed economiche previste dalla Riforma Basaglia, lasciava sempre più il posto a trattamenti psicofarmacologici con importanti effetti collaterali. Durante la Specializzazione in Psichiatria mi sono occupata prevalentemente di Patologia del Comportamento Alimentare, patologia allora emergente e già all'epoca correlabile a fattori socio-culturali.

Mi sono specializzata in Psichiatria con pieni voti e ancora domande:

Si può curare senza causare effetti collaterali?
Perchè trattare con farmaci diversi corpo e mente che sono un tutt'uno?


La risposta a queste domande è giunta dall'omeopatia unicista, disciplina complessa e vastissima, il cui metodo rigoroso era in accordo con i fondamenti epistemologici della mia formazione universitaria. Dopo corso triennale presso la Scuola di Omeopatia Classica M. Garlasco ho iniziato a praticare l'omeopatia unicista. In quegli anni curarsi con l'omeopatia era per lo più una scelta colta ed elitaria, la Medicina Pubblica e la Medicina Privata erano ambiti del tutto separati e l'omeopatia non aveva ancora ottenuto alcun riconoscimento istituzionale in Italia. Il mio interesse originario per la medicina sociale, che fa della salute un diritto irrinunciabile di tutti, non mi consentiva di dedicarmi esclusivamente all'omeopatia unicista, allora medicina di nicchia.

Quindi ho praticato l'omeopatia unicista e nel contempo mi sono occupata di medicina generale sul territorio in istituzioni pubbliche: servizi di medicina scolastica, guardia medica e medicina di base. Gli studi in psichiatria e in medicina omeopatica avevano arricchito la mia concezione di malattia. Ho trattato le malattie non solo come malattie da diagnosticare e curare al meglio, ma anche come manifestazioni delle persone con la loro storia di vita individuale. Sono stati anni di intenso e proficuo lavoro per una medicina pubblica a misura di persona. In ciascun caso, per anni, ho valutato il rapporto tra benefici ed effetti collaterali di ogni farmaco prescritto e ho messo in atto tutte le misure utili ad evitare o ridurre l'utilizzo di farmaci non indispensabili: modificazioni dello stile di vita, dieta, prevenzione, interventi per la tutela della salute sul lavoro, counceling e supporto psicologico.
Ho acquisito una professionalità medica multidisciplinare: gestione delle urgenze e prevenzione, diagnostica e terapia farmacologica convenzionale in parallelo all'attività privata di medico omeopata. Intanto i cambiamenti del sistema sanitario pubblico riducevano la distanza tra sistema pubblico e privato, tra medicina convenzionale e medicine non convenzionali. Intanto la pratica omeopatica ambulatoriale, che ho sempre continuato a svolgere in regime di attività privata occupandomi di adulti e bambini, in ogni caso risolto mi dimostrava le grandi possibilità terapeutiche dell'omeopatia unicista hahnemanniana, a fronte di nessun effetto collaterale.

Contraddizioni? Molte. Vantaggi? Tanti.
Sono giunta all'intrinseco limite di questa intensa esperienza professionale e mi si è posta la necessità di una scelta. Ho deciso di fare tesoro dell'esperienza di medicina convenzionale e di praticare esclusivamente l'omeopatia unicista. Per me, nata negli anni '60 e vissuta sempre in città, la natura era vacanza e poesia: poco per continuare ad addentrarmi nell'essenza della medicina omeopatica. E' difficile spiegarlo in poche parole... Essere medico omeopata richiede una mente radicata nel mondo della natura. Ho scelto di proseguire la mia attività omeopatica vivendo a contatto con la natura, alla luce della "conoscenza vissuta" delle forze curative naturali. Sono giunta quindi alla scoperta che ha innovato la mia attività professionale: il web! Posso così realizzare una forma di omeopatia sociale: le informazioni sanitarie e culturali sono accessibili a tutti e il costo della consulenza è contenuto. Nell'epoca della comunicazione tecnologica, la videocomunicazione online è del tutto naturale, spontanea ed efficace a fini curativi.

Nasce così nel 2007 lo Studio online, attivita' autonoma e indipendente, forte di una lunga esperienza ambulatoriale. Lavorare online è stata una conquista di libertà da spostamenti, ritmi stressanti e dalla separazione dal mondo naturale.
Posso seguire i pazienti passo per passo dopo il colloquio con nuovi strumenti come chat e diario omeopatico online e posso occuparmi di educazione sanitaria in omeopatia e della diffusione della cultura omeopatica. È una dimensione totalizzante ed entusiasmante, che ho sempre desiderato da quando ho scoperto l'omeopatia unicista 20 anni fa...
Lavorare online non ha sostanzialmente modificato il mio rapporto con i pazienti: l'incontro umano rimane profondo, la comprensione, l'impegno nel colloquio, il desiderio di risolvere il caso e di curare sono immutati.