Nella mia esperienza clinica la narrazione di emozioni, riflessioni e vicende è il grande fiume della vita che va nel mare dell’evoluzione personale. Saper parlare, a livelli sempre più profondi, a voce o su un diario, a sè stessi, al terapeuta e agli altri è vitale per i naviganti sul fiume del cambiamento.
Parliamo ora del diario, dal latino die, giorno: un parlare intrapsichico, scritto a sè o amico immaginario, giorno per giorno.. Chi non ha avuto nell’infanzia un diario con il lucchetto per scrivere di avvenimenti, conquiste, errori, desideri, gioie e disperazioni?
Oggi, nell’epoca della quarta rivoluzione digitale, il linguaggio personale della narrazione è così impoverito che non ce ne rendiamo più conto. Sempre più siamo immersi, zitti zitti, nel flusso di social, serie tv, podcast, informazioni su come va il mondo o meglio come non va proprio.
Dimentichiamo quasi il bisogno di narrarci con la capacità linguistica di cui la Natura c’ha dotati sin dalla prima infanzia. E non avremmo neanche il tempo di narrarci..
Sempre più ci esprimiamo con emoticon e sticker, frasi brevi e sgrammaticate, meme, parolacce, vocali solipstistici, frammenti di canzoni e di dialoghi di serie tv.. Spesso manchiamo di comunicare in modo schietto e completo.
Nonostante il turbine di discutibili eventi epocali, ci chiudiamo e sperimentiamo solitudine e sfiducia verso noi stessi e la vita. La disperazione sorda e muta può prendere la forma di richiesta di aiuto.
Colloquio clinico con Diario per ottimizzare la cura
I percorsi di cura di cui mi occupo: Psicologico-Esistenziale, Omeopatico e Nutrizionale passano tutti, sebbene in modo diverso, attraverso la riappropriazione della potenza terapeutica del narrarsi. Attraverso la narrazione emergono problemi, conflitti sotterranei, traumi, distorsioni cognitive, ma anche risorse sopite e soluzioni misconosciute. La narrazione è il fulcro dell’essere insieme, terapeuta e paziente, nell’affrontare il disagio e navigare verso l’evoluzione personale.
Nello speciale tempo-spazio del colloquio clinico la narrazione si dipana nell’essere insieme al terapeuta, ma dopo, finito il colloquio? il paziente resta da solo con immagini, ricordi, riflessioni che si mescolano alle suggestioni di Instagram, Tik Tok, serie tv, siti di dis-in-formazione.. Non è facile restare in contatto con i germogli del cambiamento emersi nel colloquio, nè stare nel proprio quì ed ora.
Per questo utilizzo il Diario Interattivo online, un ponte per la cura, protetto da piena privacy, sempre con te e accessibile anche da smartphone. C’è sempre una pagina pronta ad accogliere le tue emozioni e riflessioni; la Dott. Gili ti legge quanto prima e ti risponde con spunti che nutrono i germogli del cambiamento.
A presto in Colloquio e poi sul Diario!