Maestri dell'omeopatia

Samuel Hahnemann non fu solo fondatore dell’omeopatia

Egli fu anche medico e farmacologo ufficiale riconosciuto, precursore di una nuova psichiatria e della Evidence-based Medicine. Ecco un sunto della biografia del medico che con una vita di studi rigorosi col metodo sperimentale impresse alla Medicina innovazioni razionali, rivoluzionarie e durature.

Christian Friedrich Samuel Hahnemann nasce nella notte tra il 10 e l’11 aprile del 1755 a Meissen, in alta Sassonia. A 24 anni si laurea in Medicina ad Erlangen, brillante allievo di illustri medici e, conoscitore di oltre dieci lingue tra cui l’italiano, traduce innumerevoli testi. A 27 anni sposa Johanna Henriette Kucher, figlia di un farmacista, che gli da undici figli. Grazie ai suoi studio di chimica e tecnica farmaceutica, estrazione e fusione dei minerali, dal 1781 al 1784 Hahnemann ottiene l’incarico di ufficiale sanitario sorvegliante delle farmacie della provincia di Gommern. Nel 1785 si trasferisce e dirige l’Ospedale di Dresda. Intanto pubblica diversi lavori farmacologici sulla preparazione e purezza dei farmaci, sul loro corretto utilizzo e prevenzione degli effetti dannosi. Nella ricerca di una medicina basata sulle prove, matura il gran rifiuto della medicina ufficiale del suo tempo, che egli denomina “allopatia”. Essa mancava di metodo scientifico e utilizzava associazioni arbitrarie di medicine che risultavano spesso inefficaci e dannose. Quindi la vita di Hahnemann è pervasa da un ripensamento profondo che porterà alla nascita dell’omeopatia: sospende l’attività di medico e la riprenderà solo dopo avere rifondato i principi dell’arte medica. Nel 1789 si trasferisce a Lipsia malgrado le ristrettezze economiche con l’esplicito desiderio di essere “piu vicino alla fonte della scienza”, continuando la sua attività di sperimentatore di medicinali e di traduttore. E’ di quest’epoca un suo scritto anticipatorio di una nuova visione sulla cura degli ammalati psichici che aborriva la violenza e la coercizione, fino ad allora pratica comune; nel 1796 pubblicherà il resoconto della guarigione per sua opera con metodo dolce del Ministro di Polizia di Hannover. Nel 1790 Hahnemann riceve l’incarico di tradurre la famosa “Materia Medica” di Cullen e il paragrafo sulla cura delle malattie febbrili lo incuriosisce sino a sperimentare su sè stesso gli effetti della corteccia di china. Da qui origina la formulazione della legge dei simili, insieme al nuovo metodo sperimentale del proving e nuove medicine preparate con procedimento di diluizione-dinamizzazione. Hahnemann condusse molte sperimentazioni su persone in salute, sperimentando egli stesso molti rimedi. Nel 1793 pubblica il Dizionario del Farmacista “Pharmaceutical Lexicon”, un compendio di regole in gran parte formulate proprio da Hahnemann, che ben presto diventeranno norme ufficiali per la preparazione di medicinali vegetali, animali e minerali. Nel 1796 pubblica il “Saggio su un nuovo principio per accertare le proprietà curative dei farmaci”, in cui egli rifiuta la pratica medica empirica che non si basi sulle prove di efficacia e rifiuta la sperimentazione sugli animali, poiché hanno risposte biologiche e resistenza agli effetti dannosi diverse dall’uomo. Egli riporta con rigore metodologico i dati delle sperimentazioni nella Materia Medica e condanna l’utilizzo di più di un medicinale alla volta. Quindi Hahnemann riprende a professare l’arte medica ben presto stimato e benestante. Nel clima di guerra e povertà dell’espansionismo napoleonico, che considera frutto di una personalità malata, Hahnemann cura centinaia di persone affette dalle malattie più disparate. A seguito dell’attacco della corporazione dei farmacisti, dopo aver dimostrato di non avere mai ricevuto compensi per i rimedi,  è costretto ad assicurare che non preparerà più da sé i farmaci. Nel 1799 individua un rimedio preventivo per l’epidemia di scarlattina e riscuote grande successo, ma l’ostilità della classe medica lo costringe a traferirsi ad Amburgo. Durante il trasferimento un grave incidente colpisce la sua famiglia e la priva di tutti gli averi. Dal 1800 si susseguono anni di duri attacchi da parte dell’allopatia e Hahnemann deve difendere la propria reputazione in svariate occasioni fino alla pubblicazione della prima edizione dell’Organon nel 1810. Nel 1811 si trasferisce e tiene lezioni all’Università di Lipsia sulla medicina omeopatica. Nel 1820 diventa medico personale del Granduca Ferdinando Principe di Anhalt e Coethen e conduce vita ritirata e dedita alle riedizioni dell’Organon, continuando i proving, arricchendo la Materia Medica e preparando il Trattato sulle Malattie Croniche. Nel 1830 muore la moglie Johanna con la quale aveva condiviso 48 anni di matrimonio. Nel 1835, a seguito di seconde nozze con un’artista francese, Mille Melanine d’Hervill Gohier, giunta in Germania per conoscerlo, Hahnemann abbandona l’amata Sassonia, si trasferisce in Francia ed esercita a Parigi l’omeopatia con grande notorietà. Muore nel 1843 ad 88 anni e vive in questa disciplina che trova sempre maggiori conferme nei progressi scientifici e anticipa ancora il futuro della medicina dell’uomo.

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Cura omeopatica e Videocolloquio

Omeopatia Dinamica è un sito medico di omeopatia classica per curarsi, informarsi e conoscere il metodo di cura hahnemanniano. La cura online ha per fulcro il Videocolloquio con il Medico Omeopata: il classico colloquio omeopatico di 60-90 minuti è ora in audio-videocomunicazione, con pochi click e piena privacy. Il Videocolloquio Omeopatico è preceduto da Questionario e Programma di Consulenza con indicazione del costo e del tempo di cura previsto. Continua a leggere

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Omeopatia unicista nel reflusso gastro-esofageo

Il reflusso gastro-esofageo si correla a una molteplicità di fattori:

  • fattori anatomici, come ernia iatale e incontinenza del cardias
  • fattori dietetici, come pasti abbondanti e consumo eccessivo di caffè
  • fattori emozionali come stress e ansia.

La cura di Omeopatia Unicista è indicata per l’adulto, il lattante e il bambino. La cura omeopatica non può modificare l’aspetto anatomico della giunzione gastro-esofagea, ma aiuta leconomia interna dell’organismo ad adattarsi con meccanismi compensatori alle alterazioni presenti, migliorando in modo significativo la sintomatologia, soprattutto quando le alterazioni sono di grado lieve e medio. Se invece non ci sono alterazioni anatomiche e il reflusso è di carattere funzionale, l’Omeopatia Unicista cura in modo radicale e duraturo il malfunzionamento della peristalsi o motilità. Certamente è necessario associare alla cura accorgimenti dietetici, tuttavia la cura di Omeopatia Unicista non richiede una dieta stretta e inoltre durante la cura desideri alimentari dannosi diminuiscono. Perchè? Continua a leggere

- Metodo omeopatico

Piante medicinali: omeopatia e fitoterapia a confronto

officinaliMolte piante officinali, utilizzate sin dall’antichità in medicina, costituiscono la matrice materiale da cui viene preparato il corrispondente rimedio omeopatico con speciale procedimento di diluizione-dinamizzazione. E’ opinione comune che le proprietà curative del rimedio omeopatico siano le stesse del prodotto erboristico, con la sola differenza che il medicinale omeopatico è privo di effetti collaterali. Invece…. le differenze tra le proprietà curative della pianta officinale e quelle del rimedio corrispondente sono radicali, come le differenze tra il seme e la pianta con fiori e frutti. Continua a leggere

Rimedi omeopatici

Dulcamara | I rimedi omeopatici

dulcaIl rimedio omeopatico Dulcamara, nome botanico Solanum Dulcamara L., trova la sua matrice materiale nel mondo vegetale: è un arbusto rampicante, la belladonna di bosco, appartenente alla stessa famiglia dei rimedi Belladonna, Solanum Nigrum, Capsicum, Mandragora, Stramonium.

Cresce in luoghi umidi e ombrosi, ha fusto legnoso da cui si dipartono rami affusolati che salgono e si arrampicano su ogni supporto disponibile. I fiori hanno forma di stella e sono molto belli, hanno 5 petali violacei circondati da un cono centrale di stami dorati e continuano a sbocciare per tutta l’estate. Le foglie sono verde scuro con piccoli piccioli e quelle superiori sono trilobate. Gruppi di bacche affusolate lucide e traslucide, altamente velenose, costituiscono i frutti, pendenti da sottili piccioli. Inizialmente il succo del fusto e delle foglie è molto amaro ma, a seguito dell’interazione con la saliva, tende ad assumere un sapore dolce: ecco spiegata l’origine del nome antico “ Amara Dulcis” e di quello odierno “Dulcamara”. Continua a leggere