- Metodo omeopatico

Alcolici: sono consentiti durante la cura omeopatica?

Si? No? Un pò? La risposta non univoca riflette i molteplici orientamenti in omeopatia. Vediamo ora cosa ci dice l’omeopatia unicista ovvero omeopatia classica. E’ lo stesso Hahnemann, fondatore dell’omeopatia a fornire chiare indicazioni che sono tuttora adottate nella pratica clinica. Iniziamo dai superalocolici : questi devono essere sospesi durante la cura ma qualora la sospensione producesse degli inconvenienti è necessario sostituire al liquore del vino genuino privo di additivi, in quantità modesta che nel tempo sarà ulteriormente ridotta.

Per quanto riguarda il vino, raramente ne è necessaria la totale eliminazione, anche perchè questa potrebbe determinare in coloro che sono abituati a berlo da molti anni e sin da giovani una sorta di indebolimento generale che non favorirebbe la guarigione.

Perciò, il razionale clinico è la progressiva riduzione della quantità giornaliera di vino in parallelo alla progressiva diluizione di questo in acqua: nelle prime settimane una parte di vino sarà miscelata con una uguale parte di acqua e poi via via , due, tre, quattro, cinque,e infine sei parti di acqua con l’aggiunta di un pò di zucchero, quindi il paziente potrà continuare a bere abitualmente quest’ultima miscela. Il fatto che la diluizione del vino con acqua sia  raccomandata per ridurre l’azione medicamentosa del vino non deve stupire, poichè la diluizione che invece aumenta enormemente l’azione medicamentosa dei rimedi omeopatici non è mai semplice diluizione ma diluizione congiunta a dinamizzazione.

L’azione medicamentosa degli alcolici consiste nel noto effetto primario di rinvigorimento transitorio, cui segue, per inviolabile legge di Natura, l’effetto secondario cioè la reazione opposta della forza vitale, che consiste in indebolimento e freddolosità per riduzione del calore vitale. Per questi motivi, l’abitudine quotidiana a bere vino è nociva anche per chi è in buona salute e dunque il vino andrebbe riservato ai giorni di festa e in piccola quantità, raccomandazione dietetica non solo di Medicina Omeopatica ma condivisa anche dalla Dietetica medica convenzionale!

Per quanto riguarda la birra, Hahnemann esprime un divieto tassativo, a causa degli additivi vegetali utilizzati all’epoca per manipolare il gusto e conferire effetto inebriante, a fronte di una riduzione del malto. E Hahnemann aggiunge «Non c’è nessuna considerazione delle proprietà nocive di questi additivi, che molto spesso minano lentamente la salute di chi beve birra ogni giorno e che non possono essere identificati nei controlli sanitari. E’scritto in Die Chronischen Krankheiten, Hahnemann era in Germania, era il 1828.

 

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