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Crisi economica e omeopatia unicista

[crisis]

La crisi economica in corso porterà a una riduzione di tutti i prodotti di consumo non indispensabili. Dagli ultimi dati sui consumi questo fenomeno è ben oltre le prime avvisaglie e dai mercati finanziari risuona forte il si salvi chi può!!

L’omeopatia unicista si salverà perchè si è sempre salvata in precedenti crisi: si è salvata negli USA nella crisi economica del 1929. Si è salvata e ha salvato molte persone in paesi poveri, come Cuba durante l’embargo e l’epidemia di Dengue. E si è salvata anche nella crisi culturale del consumismo dell’edonismo sfrenato, venendo relegata a terapia elitaria e costosa. Tra i pazienti famosi si annoverano sovrani, capi di stato, artisti, scienziati, dirigenti, industriali.

Ma come è possibile che l’omeopatia unicista possa essere medicina di tempi di crisi e nello stesso tempo medicina elitaria? Continua a leggere

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Ancora disinformazione sull’Omeopatia

Il Corriere della Sera titola l’articolo del 8/10 sulle nuove linee-guida del Ministero della Salute per la gestione della malattia influenzale .

Le regole anti influenza «Niente omeopatia e terapie alternative.>>

E continua nell’articolo:

<<Le terapie non convenzionali, omeopatia in testa, non sono efficaci: l’oscillococcinum e le erbe cinesi non servono a ridurre le giornate di febbre né a mitigare i sintomi»

Ricordiamo al Corriere che omeopatia e terapie alternative

sono ben altro che oscillococcinum ed erbe cinesi!!!!

Proviamo a fare un paragone per capire come ragiona il Corriere.

E’ come dire che il collo di pelliccia, se indossato come unico indumento invernale, non si dimostra efficace nel proteggere dal freddo e titolare:

<<Le regole anti-freddo: Niente cappotti e indumenti invernali>>

e poi continuare nell’articolo:

<<Gli indumenti invernali, cappotti in testa, non sono efficaci, infatti il collo di pelliccia o la sciarpa non servono da soli a ridurre il raffreddamento corporeo!!!>>

Il Corriere malinterpreta grossolanamente il documento del Ministero della Salute

per il pubblico che dice invece, parole testuali:

Studi clinici non mostrano una efficacia di farmaci non convenzionali

quali l’Oscillococcinum e le erbe cinesi

sia nel ridurre le giornate di febbre sia nel mitigare i sintomi”.

L’omeopatia classica hahnemaniana non utilizza erbe cinesi.

L’omeopatia unicista dispone di ben oltre 150 farmaci omeopatici unitaristi per curare la febbre e non utilizza Oscillococcinum.

Negli studi valutati dal Ministero della Salute Oscillococcinum è stato prescritto

come terapia standard a tutti gli ammalati di influenza del gruppo sperimentale

secondo il modo della cosiddetta “omeopatia clinica”,

mentre l’omeopatia unicista prescrive sempre e solo terapie individualizzate.

Link documento Ministero della Salute

Link articolo del Corriere

. Influenza

Omeopatia e influenza

Assumere preparati omeopatici contro l’influenza

tutti i giorni o a cicli durante l’autunno e l’inverno

non vuol dire fare una buona cura omeopatica!

Contro l’influenza sono in commercio molti preparati omeopatici unitari e complessi: associazioni di prodotti unitaristi combinati spesso ad oligoelementi, vitamine ed erbe medicinali.
I principi omeopatici più utilizzati sono Oscillococcinum, Anascoccinum, Echinacea, Eupatorium Perfoliatum, Euphorbium, Aconitum, Belladonna, Camphora, Arsenicum album, Gelsemium, Bryonia Alba, Rhus Toxicodendron, Ferrum Phosphoricum, ….
Ci sono anche
vaccini antinfluenzali omeopatici preparati, come il classico vaccino antinfluenzale con i ceppi dei virus dell’influenza in arrivo, diluiti e dinamizzati nella preparazione omeopatica.


I preparati omeopatici contro l’influenza
non sempre rafforzano la salute

e non sempre sono innocui. Perchè?

I farmaci omeopatici producono un’azione omeopatica curativa e preventiva sull’organismo solo quando sono ben scelti.

Come si scelgono?

Sapete che l’influenza non è inutile alla salute? Perchè?

Come si può prevenire e curare l’influenza con l’omeopatia unicista?

La risposte nello Speciale “Omeopatia e Influenza

dello Studio Omeopatico online OmeopatiaDinamica.

- Omeopatia & Ecosistema

Amate le stelle? Spegnete le lampadine!

La dispersione di luce verso il cielo raddoppia ogni dieci anni. Con questo ritmo, nel 2030 anche le stelle di prima grandezza svaniranno in una caligine lattiginosa che somiglierà a un eterno crepuscolo. Ultima a scomparire, verso il 2050, sarà Sirio, la stella più luminosa del cielo. Già oggi la perdita è grave. L’astro più famoso, la Stella Polare da molte città è praticamente quasi invisibile.

VIALATTEALa nostra metropoli stellare è la Via Lattea. Sono trecento miliardi di stelle, in gran parte simili al Sole. Da anni, ormai, scorgere la Via Lattea dai centri abitati, grandi e piccoli, è impossibile e oltre metà della popolazione italiana non può più ammirarla, neppure nelle notti più limpide.[…] Gli effetti delle luci parassite non sono circoscritti all’osservazione del cielo. Sono dimostrati danni a flora e fauna che vedono modificati i loro bioritmi naturali, danni ambientali derivanti dalla produzione di energia superflua (ci sono studi documentati su tartarughe di mare, farfalle notturne e uccelli migratori), danni psicologici alla popolazione. Insonnia e disturbi del comportamento si manifestano negli abitanti di quartieri in cui l’illuminazione pubblica rischiara anche l’interno delle abitazioni. Via | scientificando.splinder.com

Si è così abituati alle cattive abitudini che non ci si accorge più… La lucina accesa di notte per tenere tranquillo il bambino piccolo o il bambino che è in noi, danneggia il sonno e contribuisce alla scomparsa della volta celeste…per accendere la speranza che tra 20 anni la visione delle stelle non sia solo un ricordo, spegnamo da subito tutte le luci inutili!!

 

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Telecomunicare

telegrafoClaude Chappe al tempo dell’invenzione del telegrafo ottico disse “ Il telegrafo dissolve il territorio e riduce la Francia ad un punto”. Oggi le tecnologie telematiche che consentono il trasferimento immeditato dell’informazione, e quindi dell’energia, riducono il territorio del mondo ad un punto nodale (del tempo e non dello spazio).
Il territorio è dissolto (plasmato dalle tecnologie del trasporto e della comunicazione dell’epoca) e al tempo della rivoluzione telematica posso essere altrove restando sempre “qui”, il luogo non conta più, ciò che conta è l’adesso (tempo reale); lì affondano le radici della nostra condizione e la distanza non è più un disvalore, un ostacolo alla comunicazione anzi: <<La distanza crea solitudine e tranquillità, un modo di sentire autonomo, una certa originalità e versatilità infine la possibilità di meditare su se stessi.. (“L’arte dell’ascolto” – R. A.) >>