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Omeopatia unicista nell’ipertrofia di tonsille e adenoidi

Tonsille e adenoidi sono organi linfatici posti all’ingresso delle vie aeree a difesa dell’apparato respiratorio.

Nei bambini che si ammalano per infiammazioni frequenti delle prime vie aeree, spesso tonsille e adenoidi diventano ipertrofiche, cioè si ingrossano. Tonsille e adenoidi ipertrofiche non sono causa della malattia del bambino ma la causa prima è un’alterazione della Forza Vitale, di cui la patologia adenoideo-tonsillare è solo una delle varie manifestazioni. La Forza Vitale è incapace di guarire da sè la propria alterazione, ma per la sua natura vitale salvaguarda il più possibile la salute. Così in questi bambini, tonsille e adenoidi, stimolate da infiammazioni, si ingrossano migliorando l’efficacia difensiva nei confronti di bronchi e polmoni. Inoltre Continua a leggere

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Febbre, Influenza e Omeopatia

Quando si ha la febbre si è ammalati, ma la febbre non è parte dell’influenza, ma è parte delle reazioni vitali di difesa dell’organismo contro la malattia, poichè il calore della febbre favorisce rapidità e intensità dei processi biologici difensivi. Nella concezione omeopatica le reazioni vitali dell’organismo sono governate dalla Forza Vitale e preservano in modo mirabile la vita, tuttavia esse sono imperfette, altrimenti non  ci si ammalerebbe.

La febbre, reazione vitale contro l’influenza, pur essendo utile alla difesa dalla malattia, comporta fastidi e disturbi, variabili da persona a persona, per lo più di carattere innocente. Una febbre modesta con rialzo di qualche linea non andrebbe abbassata e un farmaco antipiretico non dovrebbe eliminare la febbre o determinare uno stato transitorio di ipotermia, ma dovrebbe solo controllare la febbre, in modo che non si elevi troppo.

E Quando la febbre è troppo alta? La valutazione medica dipende dalla presenza di condizioni cliniche critiche nella persona febbricitante, ancor di più che dal valore misurato con il termometro. E’ necessario consultare il medico per la febbre in persone con patologie preesistenti, e per anziani e bambini quando la temperatura diventa alta salendo in modo veloce. Una febbre di 38° in un anziano è in genere troppo elevata, ma in un adulto o un bambino in buona salute è ben tollerata, accelera la risoluzione della malattia e aiuta a prevenire le complicanze.

Tuttavia anche una febbre di moderata intensità potrebbe essere troppo elevata in presenza di disidratazione (la perdita di liquidi con diarrea, vomito, sudore, traspirazione, supera l’apporto di acqua e sali minerali), digiuno, alterazioni dello stato mentale. Una febbre da influenza di intensità lieve e moderata con durata inferiore a tre giorni, in assenza di condizioni cliniche critiche può essere trattata in regime di automedicazione con riposo, frequente assunzione di liquidi in piccola quantità alla volta, dieta leggera e nessun farmaco antinfiammatorio nè antipiretico.

Si eviterà così all’organismo, già impegnato nella difesa dalla malattia, il carico di metabolizzare il farmaco e delle sue possibili reazioni avverse. E inoltre si avrà guarigione più rapida, convalescenza più breve e protezione più efficace da malattie da raffreddamento future, poiché la febbre avrà consentito il dispiegarsi delle difese naturali dell’organismo, governate dalla Forza Vitale, forza interna di natura immateriale, che secondo la medicina omeopatica è costretta a sacrificare parti più nobili dell’organismo quando è privata delle proprie reazioni da trattamenti impropri, come un farmaco antifebbrile non necessario.

Questo non accade invece quando la persona febbricitante viene curata con il medicinale omeopatico unitario adatto. Come si fa a individuarlo

Rimedi omeopatici

Bryonia Alba | I rimedi omeopatici

bryonia alba

Il rimedio omeopatico Bryonia Alba ha la sua matrice materiale nel mondo vegetale. In natura esistono 22 varietà di Bryonia ma solo 2 di esse, Bryonia Dioica e Bryonia Alba, sono utilizzate in omeopatia. Crescono in Europa soprattutto in Inghilterra e ed entrambe sono conosciute come Bryonia Alba, ma Hahnemann utilizzò solo la vera Bryonia Alba per i proving. In seguito, attendibili proving svolti da scuole austriache rivelarono che non ci sono significative differenze nelle loro azioni sull’organismo e quindi nella preparazione della tintura madre vengono utilizzati indistintamente i rizomi di entrambe le specie. Bryonia appartiene alla famiglia delle Cocurbitacee. È una siepe rampicante molto fitta che sale dolcemente e lentamente su qualunque sostegno trovi. L’intera pianta è coperta da piccoli peli e il fusto, contenente un lattice acre dall’odore sgradevole e irritante per la pelle, si estende per grandi lunghezze. Le foglie hanno un piccolo gambo ricurvo, più corto dello stelo, e sono divise in 5 lobi come le dita di una mano, tutti abbastanza spigolosi con quello mediano più lungo di tutti. I fiori, che sbocciano in maggio, sono piccoli, di colore giallo-verde e non molto appariscenti. Una caratteristica unica di questa pianta è il modo che ha di arrampicarsi: i viticci si dipartono dallo stelo in cerca di qualche supporto e, trovatolo, si attaccano ad esso come una molla spiralata: metà si arricciano in senso orario e l’altra metà in senso antiorario. Le bacche, altamente velenose, si trovano in piccoli gruppi, hanno un colore cangiante dal verde al giallo acceso al cremisi e sono coperte da un delicato fiore secco. Giunte a maturazione, contengono un succo di odore sgradevole, da 3 a 6 semi larghi e sono di un colore grigio-giallo con chiazze bianche per la varietà Bryonia Dioica, mentre quelle di Bryonia Alba sono nere.

bryonia alba

La radice velenosa, bianca e larga, di odore sgradevole e sapore nauseabondo, è fitta e carnosa e può raggiungere dimensioni enormi, sino a quelle di un braccio umano; in Francia Bryonia è chiamata “rapa del diavolo”.

Il procedimento di preparazione con Diluizione-Dinamizzazione non solo rende il rimedio Bryonia in grado di non nuocere (sempre che sia prescritto secondo il metodo hahnemaniano) ma estrinseca moltissime altre proprietà curative che la sostanza grezza non dinamizzata non possiede. Per quali patologie è indicato Bryonia? In tutte le situazioni in cui esiste una relazione di similitudine tra il profilo di Bryonia e il Ritratto sintomatologico della persona da curare, delineato dal medico omeopata con Colloquio omeopatico e Analisi del caso. La soluzione online? Omeopatia Dinamica: ora l’omeopatia classica è sul web con percorso curativo, informativo e conoscitivo.
Rimedi omeopatici

Sulphur | I rimedi omeopatici

sulphurIl rimedio omeopatico Sulphur trae la sua matrice materiale dal mondo minerale: Sulphur infatti in latino è lo zolfo, elemento chimico (simbolo S, numero atomico 16) che origina il suo nome dall’arabo sufra (giallo). È  un non metallo insolubile in acqua, insapore e inodore: spesso gli si associa erroneamente l’odore di uova marce caratteristico invece di un suo composto: il solfuro di idrogeno (H2S). Quando viene dato fuoco allo zolfo, esso emette un odore caratteristico e soffocante, brucia con fiamma blu e i suoi vapori si condensano formando una gialla polvere cristallina. Lo zolfo, conosciuto sin dall’antichità, viene nominato nella Genesi biblica, in Omero ( “Portami il fuoco che io potrò purificare la casa con lo zolfo” , Odissea), e talvolta fu utilizzato in una miscela per far saltare le mura di città nemiche.  Nel XII secolo la polvere da sparo inventata dai cinesi conteneva zolfo e Lavoisier (1743-1794) scoprì che esso è un elemento e non un composto. In natura si trova sotto forma di cristalli color giallo intenso, soprattutto in regioni con vulcani attivi (originariamente sulphur in inglese era brimstone, da brim=orlo del vulcano), in miniere sulfuree, in combustibili fossili e sottoforma di composto.  Nell’universo si trova ad esempio su Io, un satellite di Giove dal caratteristico color giallo intenso e nei meteoriti; si ipotizza che accanto al cratere lunare Aristarco, ci sia un deposito di zolfo. Sulla Terra c’è vita proprio grazie allo zolfo: nel brodo primordiale si ebbero reazioni che produssero amminoacidi essenziali contenenti zolfo, per mezzo dei  quali si poterono costituire le cellule. Lo zolfo, componente principale del protoplasma, è elemento indispensabile per la vita cellulare e inoltre nei vegetali svolge un importante ruolo nella fotosintesi.

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Influenza A/H1N1: pandemia o pandemonio?

Negli ultimi mesi giornali, radio, tv e web hanno divulgato moltissime notizie sull’Influenza A/H1N1, notizie imprecise e parziali con immagini allarmanti. Nel frattempo l’Oms ha modificato il significato della parola pandemia da malattia che si diffonde velocemente causando elevata mortalità a malattia che si diffonde velocemente indipendentemente dalla mortalità, per cui in futuro potremo parlare di pandemie di raffreddore. Anche per questo motivo, in tutto il  mondo le comunicazioni sull’Influenza A presentano molti fraintendimenti. Le reazioni collettive sono state di preoccupazione e panico, ma anche indignazione e bisogno di comprendere il significato di un paradosso mondiale. Sono state formulate varie ipotesi : colossali interessi economici delle case farmaceutiche, sperimentazione di controllo delle masse in vista di guerra biologica, utilizzo demagogico del panico collettivo. Il futuro chiarirà meglio la questione, ma una cosa è certa: siamo in pieno pandemonio, in piena pandemia di disinformazione nell’era dell’informazione e questo è un serio problema di  salute collettiva. L’ omeopatia classica si occupa della salute umana e lo stesso Hahnemann fu sempre molto attento alla salute collettiva.

Premesso ciò, cerchiamo ora di chiarire:

L’epidemia di Influenza A/H1N1 è iniziata in Messico nel 2009 e si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea, tosse: i suoi sintomi clinici sono gli stessi causati dai circa 500 virus ( tra tipi e sottotipi) di malattie da raffreddamento attualmente in circolazione.  I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A sono poco sensibili e  quindi  poco affidabili per la diagnosi. L’ influenza A si diffonde rapidamente, colpisce molte persone contemporaneamente ma sta provocando meno morti delle passate influenze stagionali. In Italia il numero di decessi ogni 1000 ammalati di Influenza evidenzia che la mortalità per Influenza A è almeno 68,9 volte inferiore alla mortalità per influenza stagionale (dati del Ministero della Salute del 13/11/09). La mortalità registrata finora, nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente, è di 3 casi su 1000 segnalati in Europa e di 4 su 1000 negli USA ed è probabile che  la mortalità reale sia inferiore, in quanto i casi lievi non vengono diagnosticati e alcuni decessi possono essere dovuti alla concomitanza di altre cause. La mortalità riguarda soprattuto persone di età minore di 65 anni (90% circa), in quanto gli anziani manifestano un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili. Nei Paesi dell’Emisfero australe, a inverno australe già ultimato l’influenza A si è dimostrata una malattia poco aggressiva. Quanto successo è quindi del tutto rassicurante, ma ciò nonostante è stato propagandato l’utilizzo di massa, dapprima di farmaci antivirali, poi di vaccini. I farmaci antivirali: Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza) non prevengono la malattia, in persone già ammalate già ammalate accorciano di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza e possono causare importanti effetti collaterali. I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione, non è noto quanto saranno efficaci e sicuri, ma tuttavia vengono propagandati. Senz’altro basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inutile la vaccinazione. Senz’altro i vaccini contengono adiuvanti potenzialmente dannosi, come lo squalene, che fu già responsabile nel 1976 negli USA di un “epidemia” di malattia di Guillan-Barrè (grave malattia neurologica), nel corso di una campagna vaccinale , a quel punto sospesa, contro una fantomatica pandemia influenzale. Sappiamo che il vaccino antinfluenzale contro l’influenza stagionale ha un’efficacia di circa il 33% su bambini e adolescenti , è inutile sotto i due anni e ci sono dubbi sull’ efficacia in adulti e anziani. A sostegno della vaccinazione contro l’H1N1 si adduce l’ipotesi che riducendo la circolazione del virus se ne diminuirebbe la probabilità di mutazione. Ma attualmente non esiste alcun motivo scientifico per paventare un’evoluzione pericolosa del virus e sul piano teorico non è possibile escludere che proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.