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Empatia in Omeopatia: un nuovo concetto e cura di squilibri e disturbi

pathos e logos Empatia è un concetto antico. Origina dal greco Empathos ovvero”pathos insieme”. Per i greci Pathos è la forza irrazionale dell’anima, emozioni e sentimenti sia negativi che positivi. Pathos si contrappone  a Logos ovvero la forza razionale del pensiero. L’empathos greco diviene il latino cum-patire ovvero sentire  insieme emozioni e sentimenti negativi. Il cumpatire rivela un’implicita  separazione concettuale tra il sentire negativo, il mal-essere e il sentire positivo, il ben-essere.

empatia compassioneNello sviluppo della cultura occidentale, l’empatia tende a declinarsi in compassione per il dolore altrui, sostenuta da valori come la fede religiosa  e la solidarietà laica.

Nella nostra epoca, crisi dei valori e comunicazione tecnologica si accompagnano a indebolimento della compassione e a crisi della comunicazione.

solitudine per mancanza di empatiaOggi al dissolversi del sentire insieme corrisponde il non sentire e il sentire in solitudine l’ineffabile inenarrabile. Questo sentire di oggi, diverso da quello di ieri, riguarda anche se con modalità differenti ognuno di noi, al pari dei mutamenti climatici.

La comunicazione in famiglia, a scuola, sul lavoro, tra amici, in politica e anche nel commercio è in crisi. Non a caso si moltilplicano i corsi di formazione in comunicazione e marketing incentrati su tecniche di implementazione dell’empatia.

Il concetto di empatia nella Medicina Omeopatica

Vediamo ora come l’omeopatia classica può fornire un grande contributo a un rinnovato concetto di empatia.

Etimologicamente omeopatia è in greco pathos simile. La forza curativa del rimedio omeopatico è una dimostrazione naturale della potenza del simile. Infatti la forza del rimedio agisce sulla forza vitale della persona con un’azione primaria di natura simpatico-empatica. Il rimedio rafforza temporaneamente e di poco la malattia e induce nell’organismo una reazione secondaria abbastanza forte da superare la malattia.

empatia come forza curativaAnche l’empatia tra persone è una forza naturale, un quid energetico di natura curativa. Hahhnemann, il fondatore dell’omeopatia, ne parla citando come esempio il caso di una fanciulla addolorata, cui nulla valevano buone parole consolatorie ma sollevata dal piangere insieme, al ricordo di analogo dolore. Come il rimedio omeopatico, l’empatia è una forza naturale di risonanza, dotata dell’azione primaria del soffrire e pensare insieme a qualcuno e dell’azione secondaria del reagire per superare la sofferenza e trovare benessere.

La malattia, tranne un’indisposizione, non può essere superata dalla forza vitale da sola, ma necessita del rimedio adatto. Analogamente, per natura, la sofferenza, tranne piccoli dispiaceri, non può essere superata da soli, solo con la propria forza vitale, ma necessita del processo empatico del sentire insieme e del superare insieme.

L’empatia fa bene anche a chi consola, non tanto per la soddisfazione di essere capace di farlo, ma perchè chi consola raggiunge ogni volta,  in virtù della forza curativa dell’empatia, un livello superiore di consolazione e benessere. Dunque essere empatici è l’unico modo di prendersi davvero cura di sè oltre che degli altri!

l'empatia è una forza naturale tra bambiniIl concetto omeopatico di empatia ne contiene la naturale pienezza olistica. Si supera infatti l’atavica separazione tra me e te e tra mal-essere e ben-essere. Si supera anche la separazione greca tra sentire e pensare, tra Pathos  e Logos. Infatti la forza vitale, così come il rimedio, permea e informa tutto l’organismo in modo coerente.

Quale sarà l’evoluzione dell’empatia?

empatia e managementNon pochi sostengono che il potere di domani sarà degli empatici. Se gli storici rapporti di potere sono insostenibili, il mondo non è più dei prepotenti e degli astuti, dei potenti e dei ricchi, ma degli empatici.  Ma oggi l’empatia-compassione, indebolita dalla crisi dei valori che la sostenevano, si sta sfaldando e viene integrata nella nuova comunicazione finalizzata al management. Ci si domanda quindi: sarà l’empatia la chiave di volta di un mondo nuovo o l’estremo tentativo di mantenere il vecchio mondo?

empatia e robotDall’empatia dipende anche il rapporto tra uomo e robot. Se l’empatia diverrà tecnica di comunicazione gestionale, allora una rete neurale può imparare meglio di un uomo in crisi epocale. Ma se l’empatia sarà nuova risonanza di forze vitali  il robot non potrà implementarla proprio perchè non è dotato di forza vitale!

struttura verticale dell'empatia Se la struttura verticale della relazione tra chi soffre e chi generosamente sente la sofferenza altrui non si trasforma nella struttura orizzontale della relazione tra chi soffre e chi ritrova in sè analoga sofferenza, per reagire  e gioire insieme, l’empatia non sarà una forza evolutiva. Sarà piuttosto una tecnica sofisticata di management sociale che ci lascerà tanto più muti, soli e delusi, tanto più sarà sofisticata.

empatia come risonanzaSe invece si superasse la separazione tra logos e pathos e tra pathos positivo e negativo, allora l’empatia potrebbe finalmente essere.  Essere nella sua essenza di naturale risonanza tra le forze vitali di uomini volti al più alto bene naturale: il bene comune. Il bene comune è l’utile comune per preservare insieme la pienezza della vita dalle forze avverse. Ciò  trova la sua forma compiuta solo nella risonanza, poichè l’uomo non è per natura  a sè stante

Cura omeopatica degli squilibri dei processi empatici

l'empatia nel repertorioL’attenzione dei fondatori della Medicina omeopatica all’empatia è evidenziata dalla presenza nel classico repertorio di Kent dei sintomi unsimpathetic e anche sympathetic.  Infatti l’empatia diventa un sintomo, empatia patologica, se il patire insieme produce nella persona persistenti sintomi fisici ed emozionali.  Altro sintomo repertoriale è sad and horrible thinks affects her profoundly, in italiano impressionabilità (her perchè not him? perchè la forma culturale dell’epoca non consentiva agli uomini di esprimersi in tal senso). L’impressionabilità si differenzia dall’empatia perchè non è patire insieme in una relazione d’aiuto, ma patire individuale, sofferenza per sè stessi, a motivo della sofferenza altrui.

empatia e burn-outIl patire insieme può anche determinare fenomeni di burn-out. Il susseguirsi incessante di processi empatici diviene patologico quando prevale l’azione primaria del patire insieme rispetto all’azione secondaria del reagire insieme. Il burni-out si può verificare non solo sul lavoro ma anche in svariate situazioni di gruppo e in famiglia.

impressionabilitàIl patire individuale a motivo della sofferenza altrui è oggi esperienza sempre più comune. Infatti la comunicazione tecnologica trasmette contenuti  densi di emozionalità a ritmo incessante e in assenza dell’altro.

indifferenzaDato che l’altro non c’è, l’empatia, il patire insieme è impossibile! Di conseguenza l’empatia impossibile lascia sempre più posto, a seconda della persona, ad opposte attitudini disfunzionali: suggestionabilità, impressionabilità da un lato e dall’altro indifferenza per il dolore altrui.

rimediI rimedi omeopatici  indicati per la cura di empatia eccessiva, carenza di empatia e impressionabilità sono vari. Tra questi, il medico omeopata sceglie il rimedio adatto al profilo della persona e a tutti i suoi sintomi psicologici e fisici. Infatti la relazione di similitudine è fondamentale per l’efficacia curativa. La cura omeopatica con il rimedio appropriato risolve i sintomi somatici associati e riporta benessere nell’interiorità della persona affetta da squilibri dei processi empatici.

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