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Omeopatia per i disturbi del linguaggio

linguaggio 1Prima di parlare, il bebè comunica esclusivamente con versetti, urla, sorrisi, smorfie e movimenti. Le prime parole hanno tutta l’intensità della forza vitale del bambino; questa organizza il sistema del linguaggio per produrre suoni speciali che evocano emozioni intense non solo in mamma e papà…. Le prime parole comunicano infatti in modo privilegiato con la forza vitale di ognuno, quella forza che secondo l’omeopatia forma e informa ogni essere vivente. Il linguaggio è in natura possibilità di accordarsi con altri membri della stessa specie su strategie vitali: dal cinguettio degli uccelli alle rime della poesia, tutto è finalizzato alla vita propria insieme a quella degli altri.

Lo sviluppo del linguaggio di ciascun bambino è espressione immediata delle sue attitudini sia biologiche che psicologiche e i disturbi del liguaggio sono, in omeopatia, espressione diretta di una specifica alterazione della forza vitale, che si manifesta spesso anche con altri sintomi fisici e psicologici minori.

linguaggio 5Il rimedio omeopatico adatto agisce proprio sulla specifica alterazione della forza vitale, riportando armonia nello sviluppo del linguaggio e curando i sintomi associati. La cura omeopatica è indicata per favorire una risoluzione rapida di disturbi transitori del linguaggio (come il ritardo dei parlatori lenti o la balbuzie primaria), è un efficace supporto all’intervento logopedico e psicologico nei DSL (Disturbi Specifici del Linguaggio) e nei disturbi del linguaggio da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). La cura omeopatica è indicata anche per risolvere stati di disagio emotivo correlati al linguaggio (come la timidezza a parlare in presenza di estranei o in pubblico), la logorrea e l’ansia da prestazione.

Nei parlatori lenti o tardivi (late talkers), in prevalenza bambini maschi con familiari che hanno avuto un ritardo di linguaggio, le prime parole arrivano dopo i 18 mesi con delle difficoltà di pronuncia, ristretto numero di vocaboli e ridotta capacità di associarli; spesso il linguaggio ha poi un rapido sviluppo tra i 24 e i 36 mesi.

linguaggio2 Se ciò non accade, dopo i 3 anni, il ritardo di linguaggio tende invece a strutturarsi ed è diagnosticabile come Disturbo Specifico del Linguaggio: DSL espressivo (difficoltà a parlare ma buona capacità a capire il linguaggio parlato) che tende a risolversi anche da sè nei primi anni della scuola elementare o DSL misto (difficoltà sia a parlare che a comprendere) che, soprattutto se non trattato, evolve in Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) della lettura; infatti la capacità di capire il discorso è anche capacità di pensare la parola per poterla pronunciare. I DSL sono disturbi puri del linguaggio in bambini con normali capacità intellettive in assenza di problemi uditivi, cognitivi, relazionali e ambientali tali da giustificare il disturbo di linguaggio.

A 3-4 anni alcuni bambini presentano la balbuzie primaria che differisce dalla balbuzie vera e propria perché il bambino non ne è consapevole (e tale deve restare); è un fenomeno dovuto al fatto che l’espressione verbale è più lenta del pensiero e quindi il bambino “inciampa” sulle sue parole. La balbuzie primaria si risolve spontaneamente entro qualche mese ma può trasformarsi in una vera balbuzie se gli adulti di riferimento ne fanno un problema: infatti i meccanismi correttivi con cui il bambino cerca di controllare la balbuzie strutturano attitudini viziate che la possono perpetuare.

Nei disturbi del linguaggio, l’intervento precoce riduce il tempo di recupero poichè agisce nell’età in cui il sistema del linguaggio ha la massima plasticità naturale e non si sono consolidati senso di inadeguatezza e difficoltà di comunicazione conseguenti al disturbo di linguaggio. Quindi è importante che i genitori osservino lo sviluppo del linguaggio ed esprimano i dubbi al pediatra di fiducia che, se necessario, avvierà l’iter diagnostico.

Il medico omeopata si avvale della diagnosi convenzionale e la integra con gli elementi di clinica omeopatica (il ritratto sintomatologico e la biopatografia del bambino) per individuare la cura appropriata, che riporta armonia nella forza vitale e quindi favorisce il pieno sviluppo del linguaggio, promuove il benessere emozionale,  l’apprendimento scolastico e la salute globale del bambino.

 

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