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Rimedi omeopatici per l’eritema solare: in quali casi?

L’omeopatia unicista è molto indicata per risolvere in adulti e bambini disturbi da caldo e da sole, sia per curarli (se in corso) che per prevenirli. Il disturbo estivo più frequente è l‘eritema solare; capiremo quando è indicata una cura omeopatica e quando è invece necessario mettere in atto comportamenti rispettosi del naturale rapporto con il sole.

sole3L’eritema solare è un’ustione di primo grado, conseguenza di un’esposizione  eccessiva per la pelle, che reagisce infiammandosi; rossore, lieve gonfiore, calore, dolore bruciante e prurito sono i tipici segni dell’infiammazione.

Cosa ha infiammato la pelle? L’eccesso di raggi ultravioletti, da cui la pelle si difende in vari modi: sin da subito rilascia la melanina disponibile (che dà la lieve e transitoria abbronzatura in real time) e poi produce nuova melanina (il processo prende un paio di giorni). Se l’esposizione è adeguata alla capacità di difesa della pelle si realizza un‘abbronzatura graduale, altrimenti compare un ulteriore meccanismo di difesa: l’eritema solare, che dissuade ad esporsi non solo nell’immediato, ma anche nel periodo successivo in cui si resta ipersensibili ai caldi raggi.

Da cosa ci protegge l’eritema? Troppa radiazione solare danneggia l’elasticità della pelle (con antiestetico effetto photo-aging), ha azione mutagena sui melanociti e sulle cellule epiteliali, può stimolare eccessivamente il metabolismo, dare irritabilità, astenia, esaurimento da calore e il temibile colpo di sole.

Dunque troppo sole fa male; infatti l’eritema solare è un disturbo che compare sulla pelle con la finalità di preservare la pelle e l’intero organismo; la mirabile opera dalla forza vitale è ben visibile alla luce del sole!  Con lo stesso scopo, i fototipi scuri preservano tramite una maggior difesa melaninica la pelle di chi è originario di zone della Terra più esposte alla radiazione solare. La protezione fornita dalla pelle scura e dall’abbronzatura  è comunque relativa (la Natura è ammirevole ma non perfetta): è bene ricordare infatti che i raggi UV possono essere dannosi anche se la pelle non si arrossa! La reazione di difesa dal troppo sole si manifesterà allora con spossatezza, sonnolenza, nervosismo e altri segnali di disagio, spesso ignorati per amor della tintarella.

sole5Ma un po’ di sole è fondamentale per stare bene. Istintivamente sentiamo il richiamo dei caldi raggi e la prima fase del bagno di sole è proprio piacevole a livello psico-fisico. L’elioterapia è nota sin dall’antichità e oggi la ricerca scientifica ci disvela i complessi meccanismi dell’azione salutare del sole. La vita sole1stessa nasce nell’acqua sotto la luce del sole, la stella senza cui non potrebbero avvenire nel nostro corpo fondamentali reazioni biochimiche che regolano l’armonia del metabolismo, il tono dell’umore, il ritmo sonno-veglia, la pressione arteriosa, la circolazione, la resistenza delle ossa e la difesa da molte malattie. Inoltre un po’ di sole ha sulla pelle stessa un’azione disinfettante,  regolatrice del sebo e rafforzante.

Cosa s’intende per “un po’ di sole”? Un’esposizione diretta di circa 15 minuti al giorno (non tra le 11 e le 15)  tutti i giorni in cui c’è il sole, anche mentre si passeggia o  si svolge un’attività; in ogni caso l’esposizione non dovrebbe superare le 2 ore al giorno, cosa ben difficile nella vacanza al mare! Quest’ultima nasce nel ‘900 come risposta alla generalizzata carenza di vitamina D (la cui sintesi necessita di luce solare), che dà rachitismo, patologia  di case malsane e poco illuminate nelle città della rivoluzione industriale.

city-lightsOggi, in buia era post-industriale, i livelli sierici di vitamina D nella popolazione sono ancora bassi, a causa delle troppe ore di vita illuminata da luce artificiale. Ma daltronde l’esposizione diretta al sole in città è dannosa per una sinergia patogena, un “concorso di colpa”, tra smog e raggi UV! Pare che non resti altro che prendere tanto sole in pochi giorni di vacanza…. con inevitabili problemi, parzialmente ridotti  da creme protettive non completamente sicure. Infatti il filtro chimico, una volta assorbito dalla pelle, trasforma i raggi UV in raggi innocui ma dà luogo a radicali liberi potenzialmente cancerogeni, mentre il filtro fisico (a base di biossido di titanio e ossido di zinco) funziona come uno specchio inassorbibile  che lascia sulla pelle una patina bianca, poco trendy ma utile (da evitare le formulazioni microemulsionate, che non lasciano patina ma sono assorbibili e potenzialmente dannose). In conclusione, un rapporto salutare con il sole impone nuovi comportamenti per il tempo libero; una volta esclusa l’indigestione di sole, bisogna trovare modo di prendere un po’ di buon sole tutto l’anno con brevi esposizioni dirette appena il clima lo consente, magari durante lo svolgimento di attività di movimento.

sole4Ci sono persone che soffrono comunque per l’esposizione al sole, anche se cauta, e all’inizio dell’estate manifestano disturbi vari, tra cui l’eritema solare. In questi casi  l’ipersensibilità al sole è causata da un’incapacità della forza vitale a utilizzare appieno l’apporto energetico del sole, necessario ad uno stato di piena salute. Il rimedio omeopatico curativo viene individuato in base alle caratteristiche peculiari dell’eritema solare e dei sintomi da intolleranza al sole, ma anche in base alle caratteristiche emozionali e costituzionali della persona.

Il rimedio omeopatico appropriato dà una rapida risoluzione dell’eritema e inoltre, la cura omeopatica, se opportunamente proseguita con rimedi adatti, realizza la prevenzione delle recidive, risolvendo radicalmente l’ipersensibilità al sole; ne consegue la capacità di utilizzare al meglio l’energia della nostra stella e il raggiungimento di uno stato di pieno benessere.

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