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“Come mi vorrei”: il dramma dei giovani in 3 parole

come mi vorrei

L’espressione linguistica “Come mi vorrei” – titolo di una nuova trasmissione televisiva – esprime l’aspirazione a modellare se stessi secondo la propria volontà, aspirazione tipica dei ragazzi che vivono i cambiamenti del corpo, dell’interiorità e del loro ruolo nel mondo. In questa espressione troviamo due elementi fondamentali in psicologia e in omeopatia unicista: il verbo volere e il soggetto IO.

riflessione 1Nel titolo della trasmissione, il soggetto IO è sottinteso – e non a caso! In omeopatia classica ciò che viene detto in prima persona con IO, I, ICH, JE, etc… ha grande importanza nell’esprimere la forza vitale della persona, al contrario dei poco importanti elementi impersonali che appartengono ai più. Riconoscere i propri desideri dalle richieste degli altri è sempre stato difficile, ma oggi è diventato difficilissimo, perchè ad ogni visione, streaming e download si “scaricano” modelli di come si dovrebbe essere per piacere e avere successo.

Non a caso il pronome IO ricompare in “Come mi vorrei” sotto forma di complemento oggetto ME: l’insopprimibile forza del soggetto si trasforma in oggetto, apparentemente di sè stesso.., Il verbo volere indica la volontà, ciò che anima e muove la forza vitale, ciò che orienta pensieri e decisioni e dunque è alla base di azioni e comportamenti.

specchioOggi giovani, meno giovani e non più giovani sono immersi in immagini in cui doversi riconoscere e sono sommersi di critiche di non sufficiente conformità; tutti sono travolti da un confuso frastuono di emozioni e pensieri che impediscono di udire il proprio “Io voglio”, i veri desideri, la propria vocazione, il proprio posto nel mondo… in continuità con la storia personale, familiare e umana. Siccome la voce della propria volontà è ciò che muove la vita piena e non solo la sopravvivenza, nell’impossibilità di udire il proprio volere, il dramma della confusione prende il posto di desideri e progetti.

Travolti da continue tempeste di immagini, sembra che non resti altro che delegare ad esperti – di immagini, appunto! – il compito di modellare se stessi secondo la propria volontà… un paradosso che chiude il cerchio e mistifica il dramma epocale dei giovani facendolo apparire come una semplice impasse di look: insieme al look, con un colpo di spugna, sembra che possano cambiare comportamenti e attitudini interiori.

Si promettono cambiamenti rapidi come quelli di giocattoli transformer, che mistificano sin dall’infanzia il senso, la fatica e i tempi dell’umano divenire. La tensione vitale a realizzare sè stessi sta andando in cortocircuito, ma non manca qualche voce fuori dal coro come quella di chi chiede la chiusura della nuova trasmissione (in realtà purtroppo simile a molte altre). Al di là delle polemiche, si pone il cruciale problema dei  mille ostacoli che incontrano i migliori sforzi educativi e il miglior impegno personale dei giovani in un mondo dominato dai media. Secondo la psicologia omeopatica, le suggestioni mediatiche – e si noti che agli albori dell’omeopatia si trattava di romanzi ed opere teatrali! – costituiscono forze patogene che si imprimono nella forza vitale della persona e ostacolano la guarigione quando non si è in salute. determinazione

Oggi il sovraccarico di messaggi mediatici rende già tutti – proprio tutti! – non del tutto sani e non è facile essere consapevoli della propria forza vitale, motore primo ed unico della vita piena, vera, intensa. La cura di omeopatia unicista è un efficace supporto per affrontare il malessere psicologico di crisi esistenziali giovanili in cui la confusione offusca  “chi si è” e  “come si vorrebbe essere”. L’omeopatia può essere associata a percorsi psicoterapici e discipline di conoscenza interiore ma non a farmaci convenzionali. La cura omeopatica risolve i disturbi fisici presenti, rafforza la salute, cura ansia e demoralizzazione e riporta l’armonia emozionale necessaria a realizzare il  sè autentico, la propria vocazione e i propri desideri

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