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Omeopatia classica: media e salute di bambini e adolescenti

L’omeopatia ha un proprio metodo di cura, propri principi clinici e una propria visione del mondo. Come vede l’omeopatia i media? Come vede Tv, computer, iPad, Nintendo, cellulare, altri e-media e media in genere?  Hahnemann (1755-1842), il fondatore dell’omeopatia classica (detta anche unicista), fa divieto di assistere a spettacoli teatrali (media del suo tempo) durante tutto il periodo di cura, poichè l’elicitazione violenta di passioni può ostacolare la forza curativa del rimedio (energia curativa). Il termine passione all’epoca aveva un significato allargato includendo anche ciò che noi intendiamo per sentimenti, emozioni, tensioni, desiderio di vincere, etc… Quindi le passioni indotte artificialmente in una persona da uno spettacolo teatrale dell’Ottocento possono essere fattori patogeni che Hahnemann definisce violente non solo per la loro l’intensità ma anche perchè tutto ciò che è artificialmente indotto avviene in violazione dell’economia autonoma della forza vitale, il cui unico obiettivo è la massima salvaguardia della salute psico-fisica. Non è difficile dedurre quanto patogeni e violenti siano i nostri e-media studiati da professionisti della comunicazione per divertirci e distrarci da noi stessi, violando proprio l’economia autonoma della nostra forza vitale… media ancor più violenti e patogeni quando in gioco ci sono bambini e adolescenti.

Per questi motivi il mondo omeopatico ha sempre usato cautela nei confronti dei media, pur con gli inevitabili compromessi del vivere nell’era digitale, tant’è che che questa stessa comunicazione sta avvenendo su un’e-media! Anche la psicologia e la pediatria hanno usato cautela riguardo alla relazione tra salute e media ma purtroppo più a livello accademico che pratico. Ora evidenze scientifiche sempre più evidenti supportano la visione omeopatica che ancora una volta si dimostra straordinariamente lungimirante. Vediamo in sintesi i risultati di alcune ricerche:

Secondo una recente ricerca pubblicata sul Biomed Central’s open access journal BMC Public Health, quanto più aumenta il tempo passato quotidianamente a guardare la TV o giocare  al computer tanto più breve è la durata del sonno e più tardo l’addormentamento. Ricercatori del Folkhälsan Research Center, Finlandia, hanno trovato che avere nella cameretta TV, computer  o DVD player ritarda sensibilmente lorario di addormentamento con alcune differenze di genere: le femmine tendono, crescendo, a recuperare il sonno perduto nei finesettimana mentre i maschi tendono ad addormentarsi più tardi rispetto alle ragazze e a rimanere a letto più tempo (in ogni caso i pattern di sonno risultano comunque alterati, come pure risultano insufficienti le ore complessive di sonno). Il 57% degli studenti ha ammesso di utilizzare media elettronici anche quando i genitori pensavano fossero andati a dormire. Teija Nuutinen, che ha guidato lo studio, ha commentato: “I bambini hanno bisogno di sonno extra quando affrontano la pubertà ma il nostro studio dimostra che l’uso della Tv e del computer influisce molto sul loro sonno. Questo è specialmente vero durante la settimana e può intaccare il loro lavoro scolastico come pure il loro sviluppo. I bambini senza dispositivi in camera, abituati ad un buon sonno hanno mostrato maggiore attività fisica, migliori scelte alimentari, migliori risultati scolastici, minori disordini comportamentali.

Uno studio dell’Università dell’Alberta (USA) su 3400 bambini di quinta elementare rivela che i bambini che hanno l’accesso a uno o più dispositivi elettronici nella cameretta hanno un rischio quasi triplicato di sviluppare sovrappeso e obesità e che una sola ora di sonno in più può ridurre del 30% la probabilità di divenire obesi. Paul Vengelers, professore della School of Public Health, Alberta raccomanda: “Se vuoi che i tuoi bambini dormano meglio e godano di uno stile di vita più sano, sbatti fuori dalla cameretta la tecnologia!”

Oggi i bambini dormono molto meno che nelle precedenti generazioni e  si stima che 2 bambini su 3 dormano meno del necessario. Le abitudini mediatiche vanno attentamente valutate nel processo diagnostico di bambini affetti da disturbi dell’attenzione, dell’apprendimento, da turbe del sonno, problemi comportamentali e disordini alimentari.

A livello pratico non è facile per bambini e genitori modificare le abitudini mediatiche nè far tornare velocemente un buon sonno, un’alimentazione sana e la serenità poichè le alterazioni del ritmo sonno-veglia, della regolazione di fame-sazietà e della sfera emotivo-intellettivo-comportamentale una volta consolidate tendono a persistere. In queste situazioni l’omeopatia unicista è molto utile, infatti il rimedio adatto al bambino riporta armonia nella sfera intellettivo-emotiva e nel pattern di sonno: torna il desiderio di muoversi, di creare e inventare giochi, l’allegria e la disponibilità emotiva: si può così ridurre senza drammi coercitivi l’utilizzo dei media e torna anche un buon sonno ristoratore indispensabile alla salute fisica e psicologica.

  1. Teija Nuutinen, Carola Ray, Eva Roos. Do computer use, TV viewing, and the presence of the media in the bedroom predict school-aged children’s sleep habits in a longitudinal study. BMC Public Health, 2013; 13 (1): 684 DOI: 10.1186/1471-2458-13-684
  2. H. Chahal, C. Fung, S. Kuhle, P. J. Veugelers. Availability and night-time use of electronic entertainment and communication devices are associated with short sleep duration and obesity among Canadian children. Pediatric Obesity, 2012; DOI: 10.1111/j.2047-6310.2012.00085.x
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