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Alimentazione e omeopatia: farine raffinate e integrali

Lomeopatia unicista si fonda su principi che partono dalla medicina ma vanno ben al di là di essa e consentono senz’altro di comprendere la dinamica nutrizionale. Infatti la farina integrale differisce dalla farina bianca raffinata non solo per colore, caratteristiche organolettiche e apporto nutrizionale: la farina integrale deriva da un chicco integro nella sua essenza vitale, nella sua dynamis. È un’unità olistica che è riconosciuta dal nostro organismo come un “uno” e dunque un qualcosa già di per sé completo per la dinamica nutrizionale. Inevitabilmente i cibi trattati ed elaborati possono venire riconosciuti solo come aggregati di parti e forniscono un nutrimento incompleto (anche se ricco di calorie) che non può essere completato con altri cibi; infatti l’essenza vitale di ogni cibo naturale è unica e peculiare.

chiccIl chicco si compone di tre parti: germe, parte amidacea, crusca. Il germe è la parte più interna del seme senza la quale non si potrebbe generare un’altra pianta. La parte intermedia amidacea costituisce la riserva nutritiva del chicco per le prime fasi del suo sviluppo. La crusca è la parte più esterna del chicco e ha funzione protettiva. La farina raffinata contiene solo amido, essendo privata del germe e della crusca (che poi, paradossalmente, vengono utilizzati separatamente come integratori alimentari).

La farina integrale contiene il 12-14% di proteine contro solo il 3% della farina bianca e il 2% di fibra contro lo 0% della farina bianca. Inoltre: la farina integrale ha ferro in quantità 20 volte maggiore rispetto alla raffinata, il doppio del calcio, il quadruplo di vitamina B1 e il quintuplo di vitamina B2 e B5.

La farina raffinata contiene residui chimici dei trattamenti  di sbiancamento con ossido d’azoto, perossido di benzoile e ossido di cloro; quest’ultimo combinandosi con le proteine del chicco può formare allossana, utilizzata per provocare diabete in animali da laboratorio.

La farina bianca mescolata ad acqua forma una sostanza collosa che altera la permeabilità della parete intestinale con accumulo di tossine, aumentato oltretutto dalla stipsi da carenza di crusca. Ciò causa vari disturbi come stanchezza, aumento di peso, mal di testa, nervosismo.

La farina sbiancata si afferma sul mercato nel dopoguerra con l’immagine di farina raffinata per signori. Poichè le ricette con farina integrale richiedono tempi di preparazione un pò più lunghi, la farina bianca risulta funzionale alla logica produttiva di fare molte cose nel minor tempo possibile; l’ immenso costo è l’allontanamento da sè, dalla propria salute e dalla dynamis della Natura.

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