. Influenza

Influenza A/H1N1: pandemia o pandemonio?

Negli ultimi mesi giornali, radio, tv e web hanno divulgato moltissime notizie sull’Influenza A/H1N1, notizie imprecise e parziali con immagini allarmanti. Nel frattempo l’Oms ha modificato il significato della parola pandemia da malattia che si diffonde velocemente causando elevata mortalità a malattia che si diffonde velocemente indipendentemente dalla mortalità, per cui in futuro potremo parlare di pandemie di raffreddore. Anche per questo motivo, in tutto il  mondo le comunicazioni sull’Influenza A presentano molti fraintendimenti. Le reazioni collettive sono state di preoccupazione e panico, ma anche indignazione e bisogno di comprendere il significato di un paradosso mondiale. Sono state formulate varie ipotesi : colossali interessi economici delle case farmaceutiche, sperimentazione di controllo delle masse in vista di guerra biologica, utilizzo demagogico del panico collettivo. Il futuro chiarirà meglio la questione, ma una cosa è certa: siamo in pieno pandemonio, in piena pandemia di disinformazione nell’era dell’informazione e questo è un serio problema di  salute collettiva. L’ omeopatia classica si occupa della salute umana e lo stesso Hahnemann fu sempre molto attento alla salute collettiva.

Premesso ciò, cerchiamo ora di chiarire:

L’epidemia di Influenza A/H1N1 è iniziata in Messico nel 2009 e si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea, tosse: i suoi sintomi clinici sono gli stessi causati dai circa 500 virus ( tra tipi e sottotipi) di malattie da raffreddamento attualmente in circolazione.  I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A sono poco sensibili e  quindi  poco affidabili per la diagnosi. L’ influenza A si diffonde rapidamente, colpisce molte persone contemporaneamente ma sta provocando meno morti delle passate influenze stagionali. In Italia il numero di decessi ogni 1000 ammalati di Influenza evidenzia che la mortalità per Influenza A è almeno 68,9 volte inferiore alla mortalità per influenza stagionale (dati del Ministero della Salute del 13/11/09). La mortalità registrata finora, nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente, è di 3 casi su 1000 segnalati in Europa e di 4 su 1000 negli USA ed è probabile che  la mortalità reale sia inferiore, in quanto i casi lievi non vengono diagnosticati e alcuni decessi possono essere dovuti alla concomitanza di altre cause. La mortalità riguarda soprattuto persone di età minore di 65 anni (90% circa), in quanto gli anziani manifestano un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili. Nei Paesi dell’Emisfero australe, a inverno australe già ultimato l’influenza A si è dimostrata una malattia poco aggressiva. Quanto successo è quindi del tutto rassicurante, ma ciò nonostante è stato propagandato l’utilizzo di massa, dapprima di farmaci antivirali, poi di vaccini. I farmaci antivirali: Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza) non prevengono la malattia, in persone già ammalate già ammalate accorciano di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza e possono causare importanti effetti collaterali. I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione, non è noto quanto saranno efficaci e sicuri, ma tuttavia vengono propagandati. Senz’altro basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inutile la vaccinazione. Senz’altro i vaccini contengono adiuvanti potenzialmente dannosi, come lo squalene, che fu già responsabile nel 1976 negli USA di un “epidemia” di malattia di Guillan-Barrè (grave malattia neurologica), nel corso di una campagna vaccinale , a quel punto sospesa, contro una fantomatica pandemia influenzale. Sappiamo che il vaccino antinfluenzale contro l’influenza stagionale ha un’efficacia di circa il 33% su bambini e adolescenti , è inutile sotto i due anni e ci sono dubbi sull’ efficacia in adulti e anziani. A sostegno della vaccinazione contro l’H1N1 si adduce l’ipotesi che riducendo la circolazione del virus se ne diminuirebbe la probabilità di mutazione. Ma attualmente non esiste alcun motivo scientifico per paventare un’evoluzione pericolosa del virus e sul piano teorico non è possibile escludere che proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Etichette: , , , ,

Se hai un dubbio o vuoi lasciare una domanda,
il Medico omeopata risponderà appena possibile.